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Rete Civica e' una rete telematica di, a, da, in, con, su, per, tra, fra, i cittadini e puo' essere uno straordinario strumento di partecipazione pubblica e di autogoverno del territorio. |
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I
banditi fermano la diligenza. La partecipazione al NetStrike e' stata alta e determinata. Nei canali di chat in cui si sono dati appuntamento i Netstrikers il clima era effervescente, e le notizie sullo stato del funzionamento del server del comune di Roma, provenienti da ogni angolo della penisola, servivano a cambiare velocemente le strategie della protesta. Il sito del comune di Roma e' stato dapprima inusabile a causa degli stessi tecnici comunali: chiunque cercasse di accedere alle pagine web del sito istituzionale del comune di Roma si vedeva rispondere con la richiesta, surreale per un sito istituzionale, di inserire nome utente e password. Il tentativo degli utenti di improvvisarsi agenti segreti al Servizio di Sua Gramaglia, non dava esiti migliori. Anche immettendo nick e password di ogni genere, la risposta era sempre lo stesso, paradossale, "access denied". Un pò come dire "il sito è mio e lo gestisco io". Verso le 16, i tecnici comunali si sono finalmente ricordati che il sito del Comune di Roma non è un "servizio segreto" e hanno finalmente ridato la possibilita' a tutti di vedere le proprie pagine web. Da quell'ora in poi, a fasi alterne, il sito del Comune di Roma ha risposto con molto lentezza, o per nulla, alle richieste di pagine web degli utenti internet, mentre il motore di ricerca e' sempre stato sostanzialmente inutilizzabile. Un articolo dettagliato sul Netstrike è uscito su Il Manifesto di martedì 24 ottobre. Al
termine dell'iniziativa, la conclusione che si puo' trarre e' che il popolo
della rete non e' indifferente alle castronerie piu' o meno consapevoli
delle varie amministrazioni pubbliche, che dovranno stare molto attente
sia nella gestione delle reti civiche, che di tutte le attivita' connesse
alla rete. La rete è, nonostante i tentativi di penetrazione commerciale in atto, ancora uno spazio pubblico, in cui i network autogestiti dimostrano di sapersi muovere con molta più agilità rispetto alle elefantiache macchine burocratiche o aziendali. Il netstrike, a dispetto di molte critiche, dimostra di essere un'arma tattica dal forte valore, soprattutto se spesa all'interno di una campagna di sensibilizzazione diffusa, in grado di coinvolgere diversi strati dell'opinione pubblica. Le reazioni al netstrike sono, da questo punto di vista, un termometro signficativo: da un lato esso ha prodotto la risposta aggressiva di segmenti sociali politicamente vicini ai Ds - che hanno visto nell'azione un tentativo di "oscurare il sito comunale" e di discreditare l'esperienza della Rete Civica Romana, che aveva coinvolto (in realtà in modo molto superficiale) molte realtà del Terzo Settore. Evidentemente, se il netstrike evoca questi scenari apocalittici, significa che sull'argomento non c'è ancora un'informazione sufficientemente accurata, per cui dovremo ancora spenderci in futuro. In materia molto interessante è la distinzione introdotta da Garigue, in questo testo del '95 sull'Information Warfare, tra armi fisiche, sintattiche e semantiche: Information Warfare Weapons can be Physical, Syntactical, or Semantic. The use of a physical weapon will result in the permanent destruction of physical components and denial of service. A Syntactical weapon will focus on attacking the operating logic of the system and introduce elays or unpredictable behaviours. A Semantical weapon will focus its effects on destroying the trust and truth maintenance components of the system. " - R Garigue INFORMATION WARFARE - Developing a Conceptual Framework Evidentemente il netstrike opera come arma sintattica e semantica (o simbolica). Quest'ultimo aspetto emerge dall'interesse che abbiamo riscontrato nei media per il fenomeno (Mediamente ha dedicato una trasmissione all'evento). Attratti dalla narrazione, che è possibile costruire attorno a un conflitto di questo tipo e agli scenari da infowar che esso evoca nell'immaginario collettivo, molti giornalisti, più o meno in buona fede, saranno pronti a mangiare la foglia anche in futuro. Starà a noi utilizzare gli spiragli che si aprono. Ma siamo anche convinti che tali spiragli possano aprirsi solo mettendo in campo uno spettro ampio di forze, che si riconoscono in alcuni valori condivisi. Crediamo che l'efficacia di questa campagna sia risieduta fino a questo momento proprio nella capacità di mettere in moto diverse schegge di immaginario, di salire sulle schizoonde e di rimanerci sopra fino a che sono abbastanza forti per trascinarci. Ovviamente
la partita non è ancora finita, le pagine sono ancora tutte censurate
e le associazioni coinvolte ancora non hanno preso una decisione su come
e sé chiudere la campagna. stay tuned Avana
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