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11-12-13 NOVEMBRE FIERA terra/TERRA
c.s.o.a. Forte Prenestino
Da circa un anno il progetto terra/Terra sta lavorando per sviluppare una
critica al consumo e alla distribuzione dei beni che, a partire dalla
materialità della produzione agricola offra prospettive e strumenti di
circolazione alternativi.
Tutto è iniziato con la fiera dei particolari di Terra e libertà/Critical
wine (novembre 2004 al Forte Prenestino), che oltre a porre l'attenzione sui
temi e le problematiche della t/Terra, ha permesso di avviare un lavoro
reticolare e partecipato tra produttori, realtà autogestite e individualità
attive nei territori romani e non solo.
In seguito, attraverso i mercatini mensili a Centocelle e la partecipazione
a iniziative esterne, il progetto terra Terra si è collaudato ed ha iniziato
a sperimentare forme di scambio basate sull'accorciamento della filiera e la
trasparenza e tracciabilità totale del prodotto, del prezzo e delle
relazioni sociali.
Questo ha significato riavvicinare due ambiti che proprio le logiche del
mercato avevano separato: chi produce e chi consuma. Questo riavvicinamentoè avvenuto innanzitutto fisicamente, grazie all'incontro diretto tra
produttori agricoli, artigiani, artisti, attivisti e chiunque fosse
interessato ai temi del progetto. Ma si è trattato anche di riavvicinare e
intersecare le prospettive politiche proprie di chi lavora direttamente la
terra, con quelle di chi sente il bisogno di accedere ai frutti di quella
stessa terra in modo meno artificioso.
Ormai la figura contadina, quindi l'agricoltura rurale, sta ricevendo grandi
batoste e sconfitte dalla politica neoliberista : questo percorso ha come
obiettivo l'espulsione dal ciclo produttivo dei contadini/e , a favore della
grande imprenditoria e dell'industria agroalimentare.
Proprio per questo al centro del progetto terra/Terra, più che la qualità in
trinseca dei prodotti si è situata l'attenzione per la qualità delle
relazioni che permettono la produzione e la circolazione dei beni agricoli.
Inoltre si è scelto di sottrarre a qualsiasi autorità esterna il potere di
valutare e controllare la qualità dei prodotti, puntando invece su
autocertificazione e certificazione autogestita, prezzo sorgente e
formazione dei prezzi. Permettendo così al consumatore di diventare
co-produttore ossia soggetto attivo, sensibile e propositivo all'interno del
processo produttivo.
A questo punto vorremmo ampliare, anche dal punto di vista quantitativo,
questo insieme di relazioni; estendere la rete informale che da vita al
progetto e coinvolgere nuove realtà tanto agricole quanto cittadine.
L'obiettivo è quello di dare continuità e stabilità a forme di scambio
slegate dalle logiche di mercato, replicabili e adattabili a seconda dei
contesti di attuazione e orizzontali nelle modalità di partecipazione e
interrelazione. Ma anche ribadire la natura politica di queste forme di
scambio alternative e l'importanza di autocostruire la propria qualità della
vita senza assecondare modelli di "benessere" imposti dall'esterno.
Ci contrapponiamo con forza a questa logica del profitto attraverso il
concetto di "sovranità alimentare" ossia la piena libertà di decidere cosa
mangiare e produrre. In questo ci chiediamo e chiediamo ai consumatori, al
popolo delle città, una grande alleanza, un percorso concreto che ci porti
ad incidere radicalmente sull'alimentazione-produzione agricola attraverso:
1. prezzi equi con un rapporto diretto produttori-consumatori 2. qualità dei prodotti con autocertificazione autogestita e ciclo corto di
distribuzione
3. varietà dei prodotti, rimettendo e qualificando sul territorio le
coltivazioni originarie
4. accessibilità a spazi e strutture per mercati e scambi attraverso il
coinvolgimento e la
responsabilizzazione dei singoli municipi
5. costruzione di gruppi d'acquisto di consumatori legati ai produttori
6. promozione di gruppi d'offerta di produttori che possa interfacciarsi in
modo organico con i
gruppi d'acquisto esistenti o in via di costituzione
7. creazione di uno spaccio popolare autogestito che, oltre a un luogo di
scambio e stoccaggio dei
beni sia un punto di riferimento per gruppi d'offerta/acquisto, cucine
autogestite, famiglie,
individualità dove reperire cose che servono, prodotte in modo equo,
ecologico, solidale e dove
scambiarsi informazioni.
8. listino di prodotti legati a terra/Terra che raccolga le schede di
autocertificazione
9. apertura delle nostre aziende ai consumatori, creando un vero rapporto
di fiducia che vale molto
più di qualsiasi certificazione
10.dettagliare il più possibile sui banchi di vendita il proprio lavoro, la
nascita di un prodotto
11. spiegare ai consumatori come si arriva al prezzo del prodotto,
specificando costi di produzione e
guadagni attraverso dei veri e propri laboratori della
conoscenza/sensibilità che permettano
un'elaborazione teorica all'interno e all'esterno del progetto.
Connettivo terra/Terra
c.s.o.a. Forte Prenestino
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