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Tracce di un percorso
TeatroForte
C'era uno spettacolo teatrale il giorno dell'occupazione, il 1° Maggio del 1986. Nel Centro Sociale Occupato Autogestito Forte Prenestino il teatro ha vissuto da subito.
Nei giorni seguenti si coagulò il primo nucleo di teatranti, gli stanzoni abbandonati sul fondo delle Piazze d’Armi si aprirono a un laboratorio di scenografia e all'attuale teatro, dopo poco tempo partirono i seminari, la produzione di spettacoli, l'organizzazione di serate, l'intervento in cortei e manifestazioni di movimento.
A distanza di 24 anni potremmo dire che in quei primi anni c'erano due percorsi che procedevano paralleli: quello della ricerca/sperimentazione artistica e quello di tipo agit-prop, di presenza militante. Due percorsi attualmente fusi e indissolubili.
Nel frattempo gruppi si formavano e si separavano, una nuova sala di lavoro nasceva, più legata alla danza e al teatro di strada.
Da quei lontani giorni degli anni ’80, nel Centro Sociale più “grande” d’Europa, il teatro del Forte ha contribuito a far vivere un’utopia di autogestione e autoproduzione, fuori e contro le economie globalizzate. Ha organizzato eventi con decine, centinaia di gruppi e migliaia di spettatori. Ha prodotto spettacoli e interazioni creative che hanno viaggiato attraverso confini e linguaggi.
Da marzo del 2008, il teatro ha ripreso una programmazione costante. Con cicli di spettacoli, che compongono le Annate, dall’Autunno alla Primavera, che si chiudono con il festival “Effetti di Movimento – il corpo contemporaneo per l’inversione di rotta”: quest’anno, terza edizione, dal 24 al 26 giugno. Ogni ciclo propone un filo di lettura, degli spettacoli proposti e della realtà circostante.
Quest’anno, i confini: “Fissati nel pensiero umano, i confini, se rimangono dinamici, possono contenere auto-imposizioni, che volgono verso aree di trasgressione, verso zone proibite da forzare”
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