Dicembre 2009
Sensibili ai confini
TeatroForte propone uno spazio per l’incontro e il confronto tra artisti di diversa provenienza e formazione, uno spazio che diventa la risposta necessaria alle provocazioni della realtà. L’anno 2009/2010 ci spinge ad indagare i confini visibili e invisibili che attraversano la quotidianità di ognuno di noi. Alla scoperta di immaginari lontani eppur permeabili l’un l’altro, osserveremo: il lavoro di un tonnaro siciliano, la lotta di una brigatista e il rapporto fra uno studente omosessuale con un funzionario di banca direttamente da Padania City.
inizio spettacoli ore 21.45
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3 e 4 dicembre
produzionepovera - Roma
muciara non è più un mare per tonni
secondo studio sulla continuità
di e con Gaspare Balsamo
luci Giuseppe Pesce
assistente alla regia Maura Teofili
Lo studio prende spunto dalla cultura della pesca del tonno in Sicilia e in particolar modo a Trapani. Non vuole essere una riproduzione nostalgica di un microcosmo culturale come quello del rais e della sua ciurma, piuttosto un percorso personale, quello della memoria dell’autore, delle sue emozioni e sensazioni. Un tuffo nel suo passato, quando bambino percorrendo la strada del mare sentiva l’odore aspro del tonno e cercava il punto, e in un presente dove la visita alla vecchia tonnara abbandonata e distrutta, metafora di una realtà piena di merce/munnizza contemporanea, racconta il tentativo di ricucire la nostra identità spezzata tra quello che siamo e quello che non riusciamo più ad essere.In questo senso ‘Muciara’, come ‘Camurria’, è un studio sulla continuità.
ho cercato il senso delle cose
in una vecchia tonnara abbandonata
perché io sono gli infiniti uomini
che mi hanno preceduto…
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10 e 11 dicembre
Teatro a Canone - Chivasso
A ferro e fuoco Spettacolo in La min.
con Lorenza Ludovico e Luca Vonella
regia Simone Capula
Il Teatro a Canone sbarca a Roma dopo la censura subita nella propria città, Chivasso. A pochi giorni dalla prima, il sindaco del Pdl Bruno Matola ha chiuso le porte del teatro attraverso una lettera in cui la scelta viene così motivata: “Si ritiene che l’opera contenga espressioni che possano essere ritenute offensive della dignità e della morale pubblica e pertanto potenzialmente lesive dei sentimenti e degli interessi pubblici”. Censura preventiva quindi, visto che nessuno ha mai visto il lavoro del Teatro a Canone.
Lo spettacolo, basato su poesie di Alda Merini, sul libro di Stefania Podda “Nome di Battaglia Mara - Vita e morte di Margherita Cagol il primo capo delle Br” e sulla canzone di Fabrizio De Andrè “Laudate hominem”, si pone come una riflessione lirica sugli anni che vanno dal 1968 al 1975: è la storia ed è dedicato ad una ragazza militante delle Brigate Rosse. Cerca di narrarla appena con qualche intelligenza e pietà; pietà non solo per coloro che morirono e ne morirono ma per la vicenda delle rivoluzioni del secolo dentro la quale, come un asteroide, si è accesa e spenta. La memoria per questa storia, come tutta la storia delle BR, non è morta, non è neanche conservata; è esorcizzata, allontanata, deformata. Tutti sanno tutto e tutti continuano a elucubrare, non vedere quel che è semplice, tragico e semplice.Sono convinto che bisogna conoscere il passato per capire il presente.
Spesso la storia torna sui suoi passi e forse si possono capire meglio
alcune situazioni del presente se si fa riferimento a storie parallele del passato.
Ken Loach
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17 e 18 dicembre
Carichi Sospesi - Padova
North-b-East
di e con Marco Tizianel e Silvio Barbiero
musiche originali Paolo Tizianel
coreografie di Margherita Pirotto
C’è un inquinamento che sfugge alle sigle e ai numeri, più sottile delle polveri,più impalpabile dei gas e dei fumi, si infila nelle trame dei nostri cuori, deviando i pensieri e le azioni. Gli effetti sono imprevedibili, eppure a questo disagio diffuso che ci siamo costruiti attorno, giorno dopo giorno, diventa sempre più difficile sfuggire. I due protagonisti descrivono solo i particolari di Padania City, il luogo in cui vivono, amano, incontrano e torturano sopra ogni cosa se stessi, luogo che li ha trasformati in north beast. Per noi metterli in scena è stato come guardarci allo specchio, uno specchio deformato dalla fantasia e dalla paura, il tentativo di raccontare quello che è sotto i nostri occhi, spesso così chiaro alle menti, ma che sfugge ai nostri cuori.
E’ la storia di due persone, molto diverse tra loro, uno studente universitariofuori corso, omosessuale, e un funzionario di banca, rampante e cinico, che nell'arco delle 24 ore in cui si svolge lo spettacolo si sfiorano e alla fine, di notte, s'incontrano, per strada, uno dei tanti viali della droga e della prostituzione che la Nostra Città ben conosce a far da sfondo, lo scenario urbano, la città Nord Est con i suoi capannoni, le piazze, i caselli autostradali e il traffico immenso, fagocitante.
E’ uno spettacolo di spietata denuncia sociale, non solo è anche uno spettacolo
sull'amore e sulla fame d'amore che muove tutti noi uno spettacolo sulla speranza
la speranza che è possibile, anche dentro questo delirio di società,
incontrarsi come esseri umani, finalmente nudi e dolenti toccarci il cuore.
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Nella tua incoscienza è la coscienza
che in te la storia vuole, questa storia
il cui Uomo non ha più che la violenza
delle memorie, non la libera memoria...
E ormai, forse, altra scelta non ha
che dare alla sua ansia di giustizia
la forza della tua felicità,
e alla luce di un tempo che inizia
la luce di chi è ciò che non sa.
Pier Paolo Pasolini
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