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monte tancia

monte tancia

gruppo escursioni csoa forte prenestino

Domenica 23 aprile 2017

Monte Tancia 1292m
da osteria del tancia

info generali: escursione nei luoghi di alcune battaglie partigiane, dislivello 500m, tempo complessivo 4h, monti sabini, escursione facile senza difficoltà, abbigliamento adatto alla quota e alla stagione giacca a vento guanti berretto, scarpe da trek, pranzo al sacco, acqua
appuntamento h 7.30 forte prenestino

iniziativa
alpinismoorizzontale 


di seguito un articolo che illustra le vicende di quelle battaglie

Subito dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943 si costituisce nella Bassa Sabina,nel territorio dei Comuni di Stimigliano, Magliano Sabino, Cantalupo, Casperia e Calvi dell’Umbria, la formazione partigiana denominata Banda d’Ercole, articolata in tre distaccamenti e con un Comando collegiale. E’ collegata al Centro Militare Clandestino, organizzato a Roma dal Colonnello Montezemolo. Il Comandante militare della Banda d’Ercole, che prende il nome dal suo fondatore il Maggiore D’Ercole, è il Tenente Carlo Baldassarri, che tiene i contatti con il Commissario Ciani che è l’Ufficiale di collegamento con il Centro Militare.

Nella zona di Poggio Mirteto, subito dopo l’armistizio si costituisce una Squadra di Sabotaggio, che inizia subito ad operare, compiendo attentati lungo la linea ferroviaria Roma- Firenze.

La prima importante operazione, attuata il 14 settembre 1943, è la distruzione di un treno carico di munizioni che si trova allo scalo di Poggio Mirteto. In seguito all’incendio che ne deriva, è distrutto anche il Treno Presidenziale, usato da Mussolini per i suoi spostamenti, che era stato portato nella stazione di Poggio Mirteto per sottrarlo ai bombardamenti fatti dagli Alleati su Roma. All’operazione partecipa anche il giovane sottufficiale del Genio Giorgio Labò, diventato in seguito uno dei due artificieri dei GAP Centrali operanti a Roma. E’ catturato il 25 gennaio 1944, insieme con l’altro artificiere gappista Gianfranco Mattei, nella “santabarbara” dei GAP in Via Giulia 25, ed è portato nel carcere nazista di Via Tasso, dove è sottoposto a tortura per farlo “parlare”. Mattei si suicida nel carcere di Via Tasso, impiccandosi con le bretelle. Labò viene fucilato al Forte Bravetta il 7 marzo 1944.

Nella zona di Poggio Mirteto, Montopoli, Passo Corese e del Monte Tancia, si costituisce anche la Brigata autonoma Stalin di cui fanno parte antifascisti locali, soprattutto comunisti poggiani, guidati da Redento Masci. Successivamente, la Brigata si fonde con la Banda D’Ercole ed assume il nome D’Ercole-Stalin, alla quale si aggregano molti soldati sbandati ed anche alcuni prigionieri di guerra alleati, fuggiti dai Campi di prigionia della zona.

Nella zona opera anche la Banda Strale, anch’essa collegata al Centro Militare.

Nel gennaio 1944 le formazioni partigiane operanti a Nord di Roma vengono riunite in tre Raggruppamenti a carattere regionale: Monte Soratte(Lazio), Gran Sasso(Abruzzo) e Monte Amiata (Toscana meridionale). Le formazioni operanti nella Bassa Sabina vengono annesse al Raggruppamento Monte Soratte.

Nel marzo 1944 viene costituito un Comando unificato sul Monte Cosce, coordinato dal Maggiore Aimone Manni.

Nel marzo 1944 si aggregano alla Brigata D’Ercole-Stalin alcuni elementi dei GAP (Gruppi di Azione patriottica) della VIII Zona di Roma (Centocelle e Torpignattara),guidati da Nino Franchillucci e Luigi Forcella, che in seguito agli arresti subiti avevano dovuto lasciare la città.

La Brigata D’Ercole-Stalin compie numerose azioni di sabotaggio, attaccando convogli e pattuglie tedesche che transitano nei paesi della zona e sulla Via Salaria. I partigiani hanno il loro rifugio sul Monte Tancia.

LA BATTAGLIA DEL MONTE TANCIA

Nel marzo 1944, poiché le operazioni delle tre formazioni partigiane (Banda D’Ercole, Banda Strale e Brigata Stalin) diventano sempre più frequenti, il Capo della Provincia di Rieti, Ermanno Di Marsciano, già Federale fascista della città, chiede l’intervento dei tedeschi per “ripulire” la zona dai partigiani.

Così, in concomitanza con la vasta operazione di rastrellamento iniziata nella notte del 31 marzo contro ilTerritorio Libero di Cascia, Norcia e Leonessa, costituito il 16 marzo dalla Brigata Garibaldina Gramsci,all’alba del 7 aprile ( Venerdì Santo di Pasqua) un forte reparto di tedeschi della Divisione Paracadutisti SS Hermann Goering e della Divisione di fanteria Sardinia (circa mille soldati), con il supporto di un battaglione di militi fascisti (le camicie nere), scalano il Monte Tancia da tutte le vie di accesso. Le sentinelle della Brigata Stalin, danno immediatamente l’allarme e viene predisposta la difesa. Si costituiscono varie squadre dislocate in modo da bloccare le varie vie di accesso al Monte. Così, la squadra di Poggio Mirteto si piazza in località Crocetta per bloccare l’accesso dall’omonimo paese, la squadra di Gavignano va a bloccare l’accesso da Poggio Catino e la squadra di Roma ( cosiddetta perché costituita da giovani romani, alcuni dei quali già militanti nei GAP-Gruppi di Azione Patriottica-) si attesta a bloccare l’accesso da Salisano. Lo scontro a fuoco inizia ben presto e dura molte ore. Nel primo pomeriggio, la situazione si è fatta molto delicata per i partigiani che sono accerchiati ed a corto di munizioni. Si decide quindi la ritirata verso la posizione tenuta dalla squadra di Roma, in modo da attaccare in forze in quella direzione e rompere l’accerchiamento. Così la formazione partigiana, costituita da circa 80 elementi, attacca in forze in località Arcucciola e riesce a sfondare le posizioni nemiche. L’operazione di sganciamento, attraverso uno stretto canalone che tutti conoscono bene, è coperta dalla squadra di Roma,guidata dal maggiore dei due fratelli Bruni, Bruno, che ha 21 anni ed ha prestato il servizio militare nei Paracadutisti Guastatori come Caporale Maggiore. Quando questa squadra riceve l’ordine di ripiegare uno dei membri viene ferito. Gli altri compagni lo soccorrono e cercano di portarlo via, per non lasciarlo nelle mani dei tedeschi. Questi momenti di ritardo sono fatali per l’intero gruppo che viene circondato dai nazisti, che concentrano il fuoco sulla loro posizione, che diventa ben presto un inferno. Tutti e 7 i patrioti cadono ma riescono a rallentare ancora l’avanzata nemica. I martiri sono: i fratelli Bruno e Franco Bruni, studenti di 21 e 18 anni, Giordano Sangalli, di 16 anni, Nello Donini, di 18 anni,Domenico Del Bufalo,di 20 anni, Alberto Di Battista,di 22 anni, e Giacomo Donati,di 36 anni, Il loro sacrificio consente agli altri 70 partigiani di mettersi in salvo. Nelle ore seguenti, 2 partigiani vengono presi e fucilati dai tedeschi a Castel S. Pietro ed un altro all’Osteria del Tancia. Complessivamente cadono 10 partigiani.

I corpi dei patrioti caduti sul Monte Tancia sono lasciati insepolti per un mese, per disposizione dei tedeschi,che vogliono attuare in questo modo una macabra ritorsione. Finalmente, il 5 maggio Don Igino Guidi, parroco di Bocchignano, ottiene il permesso di recarsi sul posto. Il giorno seguente accompagnato da alcuni Carabinieri, raccoglie i poveri resti e dà loro una sommaria sepoltura.

Per il valoroso episodio dell’Arcucciola viene concessa la Medaglia d’Argento al Valore Militare alla BrigataD’Ercole-Stalin e la Medaglia d’Oro al Valor Militare,alla Memoria, a Bruno Bruni.

Lo stesso giorno, 7 aprile, vengono catturati dai nazisti a Poggio Mirteto, il podestà De Vito ( accusato di avere rapporti con gli antifascisti) ed i partigiani Giuseppe Felici (già membro dei GAP di Roma, che era stato ferito nella battaglia del Tancia) e Diego Eusebi ( tradito da una spia). E’ anche catturato il giovane studente milanese Giannantonio Pellegrini Ghislaghi, che qualche settimana prima era andato via da casa per combattere i tedeschi insieme ai partigiani. Sono portati via e di loro non si sa più nulla.

Due giorni dopo, il 9 aprile, Domenica di Pasqua, vengono fucilati dai nazisti a Rieti in località Quattro Strade, 15 patrioti,tra i quali i 3 catturati a Poggio Mirteto due giorni prima. Giuseppe Felici viene decorato con la Medaglia d’Oro al Valor Militare, alla Memoria, e Diego Eusebi è decorato con la Medaglia d’Argento al Valore Militare, alla Memoria.

Un altro tributo di sangue Poggio Mirteto paga nelle ultime ore dell’occupazione nazista. Infatti, il 10 giugno 1944 un reparto tedesco in ritirata colpisce con numerosi colpi di mortaio la piazza dell’abitato, dove si erano riunite molte persone, attirate sul posto da un comunicato tedesco che annuncia la distribuzione di generi alimentari. Muoiono immediatamente di 9 persone, tra le quali 3 donne, ed altre 6 persone nei giorni seguenti, per le gravi ferite riportate. Ci sono inoltre numerosi feriti.

Dopo la liberazione altre 9 persone, in parte ragazzi, muoiono per lo scoppio di ordigni esplosivi tedeschi rimasti inesplosi nel territorio.

Il 5 settembre 1944, tre mesi dopo la liberazione della zona dai nazifascisti, a Poggio Mirteto si celebrano i solenni funerali dei valorosi partigiani caduti all’Arcucciola e di due patrioti di Poggio Mirteto: Mario Dottori, caduto in combattimento il 23 ottobre 1943 mentre cercava di far saltare il ponte ferroviario in località Galantina ( è il primo caduto della Resistenza Sabina) e Giacomo Donati. I corpi dei patrioti romani vengono portati a Roma e sepolti al cimitero monumentale del Verano

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