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giovedi 23 aprile |
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CONTRO LE LOGICHE SECURITARIE - PER L'AUTOGESTIONE E GLI SPAZI SOCIALI
iniziativa di solidarietà con il centro sociale Cox 18 e l'Archivio Primo Moroni
mostre, proiezioni, presentazioni
dalle 22.30
ASCANIO CELESTINI
Parole e Musica Live
ingresso 5,00 euro
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programma:
ore 18,30 apertura mostre
BHAP - Beat Hippie Autonomi Punk: una mostra sulle controculture e i movimenti
professor Bad Trip
ore 19,30 proiezioni
MALAMILANO di Tonino Curagi e Anna Gorio (Ita 1997) 57'
IT'S CALUSCA TIME con Primo Moroni (Ita 1986) 40'
ore 21,30
- presentazione di "Resistenze Innaturali" di B. De Sario
attivismo radicale nell'Italia degli anni '80 (2009 Agenzia X)
ne discutono con l'autore Marco Philopat e il Duka
- incontro su Archivio Primo Moroni e Cox 18
con la partecipazione di Maysa Moroni
ore 22.30 ASCANIO CELESTINI - Parole e Musica Live
MORE INFOS
Il COX 18 e l’ARCHIVIO DI PRIMO MORONI
Il centro sociale Cox 18 è un pezzo di storia di Milano che è stato sgomberato il 22 gennaio scorso, uno sgombero illegale in quanto l’associazione che lo gestisce aveva a suo tempo intentato una causa per usucapione per i suoi 33 anni di occupazione, tale processo è ancora in corso. Dopo tre settimane, il 13 di febbraio scorso, gli attivisti sono rientrati nella loro sede.
Il centro sociale Cox 18 è luogo che da sempre ha saputo far dialogare gli alti esponenti della cultura accademica e I rappresentanti delle controculture espresse dalle periferie. Cox 18 è sede di uno dei palchi più blasonati d'Italia in cui hanno suonato centinaia di musicisti di ogni genere e di ogni dove. Dal 1991 la Calusca City Lights, l'importante libreria fondata da Primo Moroni, è ospitata dal centro sociale, da allora qui hanno avuto luogo incontri e dibattiti che sono andati a influenzare molte grandi tematiche politiche e sociali d'attualità. Per esempio quello relativo al free software con la conferenza di Richard Stallman il profeta di Linux, o quella sul cyberpunk con Bruce Sterling, quando ancora nessuno li conosceva.
Primo Moroni, morto nel marzo 1998, ha lasciato all’interno del centro una quantità di volumi e materiali sulla storia del movimento operaio e della controcultura internazionale dal valore inestimabile, una raccolta unica in Europa oggi gestita, con attenta e affettuosa cura, da un collettivo denominato “Archivio Primo Moroni”. Tuttavia per meravigliarsi basterebbe dare un'occhiata alla facciata del numero 18 di via Conchetta... Quel gigantesco murales bianco e rosso realizzato da Blu, uno dei più apprezzati artisti italiani all'estero. Solo a pensare al valore di tutte le opere che pittori del calibro di Winston Smith, M.A. Martin, Seth e Bad Trip hanno lasciato sulle pareti interne del centro sociale, sembra impossibile che qualcuno lo voglia seriamente sgomberare.
Quella del 23 aprile al csoa Forte Prenestino sarà una serata in solidarietà con Cox 18, la libreria Calusca e l’Archivio Primo Moroni.
Al dibattito parteciperanno Marco Philopat (scrittore e fondatore di Cox 18) e Maysa Moroni, figlia di Primo.
LE PROIEZIONI DELLA SERATA
MALAMILANO di Tonino Curagi e Anna Gorio
Dalla liggera alla criminalità organizzata. Milano, inizio anni 50, la guerra è ormai alle spalle, la ricostruzione avviata verso il boom economico. Ai margini di una contrapposizione di classe ancora bendefinita, dei giovani di estrazione proletaria non accettano più le dinamiche delle conflittualità sociali dell’epoca. Non seguono più l’esempio della militanza politica, rifiutano la logica del lavoro salariato in fabbrica e si arrangiano come possono con piccoli furti rispettando però codici, regole e valori precisi. E’ una malavita un po’ romantica, molto legata al territorio e alla gente comune, figlia di una povertà vissuta dignitosamente, infatuata e sedotta però dalle figure cinematografiche francesi e americane che raccontano “il grande colpo che ti può risolvere la vita”. Su questo “milieu” l’esplodere del“boom economico” dei primi anni 60 ha effetti dirompenti e sconvolgenti. I giovani malavitosi incominciano una gestione più redditizia degli affari con il controllo della prostituzione, delle bische e delle sale da gioco, con il moltiplicarsi delle rapine e soprattutto con
lo sviluppo di un’organizzazione armata sempre più violenta. A ciò si deve aggiungere il progressivo inserimento di delinquenti di origine meridionale provenienti dal grande flusso migratorio di quegli anni, portatori di una pratica e di una cultura malavitosa differente. Dalla logica del bisogno si passa progressivamente alla logica del profitto. E’ un processo irreversibile e implacabile che all’inizio degli anni 70 degenera verso una nuova criminalità sempre più feroce e mafiosa.
Italia, 1997 - 57' - DVD - Paolo Soravia per Medialogo
IT'S CALUSCA TIME
Documentario molto raro appena trovato. Primo Moroni racconta I primi anni della Calusca…
Italia, 1986 - 40'
IL LIBRO
Resistenze innaturali - Attivismo radicale nell'Italia degli anni 80
di Beppe De Sario - ed. Agenzia x
“Con un linguaggio personale e a tratti sorprendente, Beppe De Sario inserisce nella storiografia nazionale una prospettiva che non cessa di essere utopica pur mantenendosi fortemente storica in ogni momento della trattazione”.
Dalla prefazione a cura di Luisa Passerini
Anni 80: il limbo di un tempo minore o un fondamentale anello di congiunzione tra il passato e il futuro dei movimenti sociali? Nei circuiti dell’attivismo culturale e dell’underground italiano muovono i primi passi le esperienze che daranno vita ai centri sociali, all’autoproduzione, al consumo critico e all’utilizzo alternativo delle reti telematiche. Prende corpo nelle pratiche delle giovani generazioni la via di fuga da due fenomeni legati e convergenti: la sconfitta del precedente ciclo di lotte e l’incitamento a godere e consumare immediatamente successivo.
Attraverso fonti orali e un’originale analisi storiografica, Resistenze innaturali percorre le scene di Torino, Milano e Roma nell’intreccio tra punk e sottoculture di strada, tra soggettività emergenti e processi politici e comunicativi in radicale trasformazione. Frammenti, linguaggi
sommersi, un ampio apparato di foto e documenti d’archivio compongono il mosaico di un decennio per molti versi ancora inedito.
Beppe De Sario (1973), storico e studioso delle culture e dei movimenti sociali, ha conseguito il dottorato di ricerca in sociologia e ha partecipato come attivista alle più importanti manifestazioni di protesta dal G8 di Genova a oggi.
LE MOSTRE
BHAP - BEAT HIPPIES AUTONOMI PUNK
UNA MOSTRA SULLE CONTROCULTURE E I MOVIMENTI
Beat, hippie, autonomi, punk...Una mostra sulle controculture e i movimenti che a partire dagli anni cinquanta hanno popolato la nostra vita, che hanno segnato il tempo e sognato di andare fuori dal tempo, che hanno stravolto il modo di vivere e quindi anche la politica, che hanno tentato di separarsi dalle separazioni per allargare l’area della coscienza e assaltare il cielo. Una mostra sulla contestazione, sulle contestazioni, sulle lotte, sulle utopie che hanno caratterizzato il modo nuovo di stare al mondo e di occuparsi del mondo, e che hanno collegato la ribellione delle coscienze alla rivolta contro l’esistente, senza tralasciare l’idea di una politica altra da quella dei partiti e dei gruppi più o meno istituzionalizzati.
Immagini, parole, progetti, vissuti per mettere in risalto la specificità di quei movimenti e l’universalità delle idee che li hanno animati.
Per riflettere sulle contraddizioni e i percorsi, comuni e paralleli.
Per ricordare il senso di estraneità e di contrapposizione allo stato di cose presenti, e il confronto/scontro tra personale e politico, che nel tempo produrranno la necessità di una sintesi, tanto irrinunciabile quanto utopistica. Frammenti di storia e di rivolta, specchio di una complessità e di una ricchezza oggi (di)sconosciute, e costantemente rimosse dai media, che rimandano al radicamento e alla diffusione di quelle esperienze, oltre che al valore di quella memoria di vita. Una memoria che non muore, nonostante l’ideologia della dimenticanza,
l’oblio del revisionismo, la repressione sempre in atto...
BAD TRIP
Gianluca Lerici, alias Professor Bad Trip, è morto il 25 novembre 2006.
Aveva 43 anni ed era uno dei più importanti artisti grafici italiani. All’inizio degli anni 80 suonava con gli Holocaust, una delle prime punk band di La Spezia, ma la sua vera passione era la grafica che faceva esplodere in una delle più riuscite punkzine del periodo, "Archaeopteryx". Nella seconda metà degli anni 80 si laurea all’accademia di Carrara, da allora il Professore ha creato disegni psycho-horror per fanzine, poster, dischi e libri, ha collaborato con case editrici e realizzato decine di murales. Interprete visionario del cyberpunk e delle antiutopie di J. G. Ballard e di Philip Dick, dal 1989 inizia a dipingere su tela diventando in breve un quotato pittore a livello internazionale. Da qualche tempo aveva aperto un laboratorio di creazione ed esposizione nella campagna spezzina, gli "Insoliti Ignoti", dal quale usciva una fanzine gratuita, "L'isola del Professore". Esperto serigrafo ha prodotto artigianalmente migliaia di t-shirt, oltre a decine di serigrafie su materiali vari. Gianluca era un anarchico e un colto collezionista di libri, riviste e dischi underground e politici. Tra le tante opere si ricordano due album: Il Pasto Nudo a fumetti (ShaKe) e Almanacco Apocalittico (Mondadori) e il terribilmente profetico calendario Greetings From Hell, per Cox18Book.
PAROLE E MUSICA LIVE
ASCANIO CELESTINI
Mi chiamo Ascanio Celestini,
figlio di Gaetano Celestini e Comin Piera.
Mio padre rimette a posto i mobili, mobili vecchi o antichi
è nato al Quadraro e da ragazzino l’hanno portato a lavorare sotto padrone
in bottega a San Lorenzo.
Mia madre è di Tor Pignattara, da giovane faceva la parrucchiera
da uno che aveva tagliato i capelli al re d’Italia
e a quel tempo ballava il liscio.
Quando s’è sposata con mio padre ha smesso di ballare.
Quando sono nato io ha smesso di fare la parrucchiera.
Mio nonno paterno faceva il carrettiere a Trastevere.
Con l’incidente è rimasto grande invalido del lavoro,
è andato a lavorare al cinema Iris a Porta Pia.
La mattina faceva le pulizie, pomeriggio e sera faceva la maschera,
la notte faceva il guardiano.
Sua moglie si chiamava Agnese, è nata a Bedero.
Io mi ricordo che si costruiva le scarpe coi guanti vecchi.
Mio nonno materno si chiamava Giovanni e faceva il boscaiolo con Primo Carnera.
Mia nonna materna è nata ad Anguillara Sabazia e si chiamava Marianna.
La sorella, Fenisia, levava le fatture
e lei raccontava storie di streghe.
http://www.ascaniocelestini.it/pages/index.php
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6°festival internazionale
di arte disegnata e stampata
ROMA 2010 JUNE 17.18.19.20
FORTE PRENESTINO C.S.O.A.
CRACK!fumetti dirompenti
"HATELOVE"
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ANTIPROIBIZIONIST* 365 GIORNI L'ANNO |
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