Roma ad agosto non è un bel posto e ce ne siamo accortə.
La messa a reddito del territorio sta raggiungendo il suo acme, non ultimo lo sgombero di Spintime a seguito di una lunga scia di altri sgomberi come quello di Torre Maura, Zk, L38 e Bencivenga.
Una mano repressiva che ha esteso la sua ombra anche sul resto d’Italia, su altri spazi resistenti di socialità e produzione culturale dal basso come Askatasuna e Leoncavallo.
Questa stessa repressione colpisce anche gli spazi virtuali, silenziando possibilità di comunicazione che rifiutano logiche di profitto e pratiche di controllo come nel caso di Autistici/Inventati.
Il nostro sentire e agire rispetto a queste repressioni è una solidarietà partecipata, trasversale, convergente nelle differenze, bastarda: dal basso.
Una solidarietà in risposta agli interessi speculativi che il capitale avanza cibandosi della città e con essa il nostro abitarla e attraversarla.
Interessi che alimentano con le menzogne della sicurezza, dell’ordine pubblico, con le
promesse di una città per tutti; di tutti quelli che pagano, consumano e crepano. Per tutti quelli che si possono riconoscere in un modello, per giunta patriarcale, sessista, borghese, abilista, razzista, bigotto, sionista e guerrafondaio dove non c’è spazio per la cura, le differenze, lo spontaneismo, dove non c’è spazio per una socialità orizzontale trasversale e intersezionale fuori da queste “illogiche”.
Noi vogliamo fermare tutto ciò!
Rivendichiamo la nostra libertà di esistere e coesistere fuori e dentro i nostri spazi recuperati dall’abbandono e restituiti ai territori attraverso pratiche di autogestione. Pratiche che sono conflitto e che vedono in esso una risorsa per accogliere attraverso l’intelligenza collettiva i processi trasformativi e desideranti.
Ed è mossə dal desiderio, abitando il conflitto e praticando la cura, che attraverseremo le strade del corteo del 19.
PERCHÉ DA SOLə NON SI SALVA NESSUNə
C.S.O.A. FORTE PRENESTINO













