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URBAN PROJECT sta chiedendo il tuo aiut.

Questo lungo periodo di lockdown e la coseguente chiusura delle scuole hanno impedito l'apprendimento della lingua italiana a molte persone straniere.
Nonostante molte scuole e associazioni abbiano provato a garantire il diritto allo studio attraverso la didattica online, tale modalitá é pourtoppo non accessibile ai piú.

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TORNIAMO NELLE PIAZZE!

Ci tolgono il tempo, riprendiamoci tutto!

Venerdì 26 giugno - giornata di mobilitazione nazionale - Non Una Di Meno

Se i panni sporchi si lavano in casa, noi li portiamo in piazza!

Venerdì 26 giugno ore 19 piazza dell'Esquilino

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4passeggiata lac

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VENERDI 19 Giugno 2020
Passeggiata di autodifesa popolare h 18,30 Piazza delle Gardenie

In tutti questi mesi gli abitanti del quartiere e le realtà del territorio non sono rimasti fermi a guardare ciò che gli accadeva . . .

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logo forte web

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Long time we no have no nice time...

Sono passati quasi 3 mesi da quando abbiamo scelto di chiudere il cancello del CSOA Forte Prenestino. Abbiamo operato questa scelta nel consapevole rispetto di quello che in questo lasso di tempo è stato il quotidiano "esistere" e RESISTERE in una realtà in cui nulla sarà più come prima.

Le nostre attività non si sono però fermate. Abbiamo Non-Lavorato alacremente, come è nostra pratica quotidiana da oltre 30 anni.

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Salvatore Ricciardi

Salvatore Ricciardi

Ciao Salvo

 

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Dopo una vita di galera sono tornato nelle strade, davanti ai posti di lavoro, nelle occupazioni di case e di scuole, nelle sedi di collettivi e di radio, nelle assemblee di movimento. Oltre raccontare lo scontro di ieri, provo -insieme a altre e altri- a ragionare e attivarmi nello scontro di oggi; che, comunque la si pensi, è figlio dello scontro di 30, 40 anni fa.
Il mio nome è Salvatore Ricciardi
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lucha

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La CASA DELLE DONNE LUCHA Y SIESTA c'è!

Le operatrici sono reperibili h24 per colloqui telefonici al numero 3291221342

o attraverso mail all'indirizzo: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Attivo inoltre un canale diretto via chat attraverso l'account facebook LUCHA Y SIESTA

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COMBATTI LA PAURA. SOSTIENI CENTOCELLE!

La LAC ha attivato un Gruppo di Appoggio Mutuo per affrontare insieme un’emergenza sanitaria globale che inevitabilmente ha degli effetti sulla situazione lavorativa, economica, psicologica, affettiva e sociale di ciascuno degli abitanti di Centocelle.

- Consegna di beni di prima necessità e farmaci a over 65, persone immunodepresse e in quarantena
- Sportello legale solidale
- Sostegno psicologico solidale

In questo momento in cui siamo costretti a stare a distanza di sicurezza è quanto mai importante rimanere VICINI.

INFO DETTAGLIATE NEL LEGGI TUTTO!!!

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15 FEBBRAIO 2020. Roma. Appuntamento alle 14:00 a Piazza Della Repubblica.

Da 21 anni il leader del popolo curdo Abdullah Öcalan è sequestrato nell’isola-carcere di Imrali, in condizione di totale isolamento. Lo scorso anno, grazie alla pressione esercitata dallo sciopero della fame iniziato dalla deputata dell’HDP (Partito Democratico dei Popoli) Leyla GÜVEN e sostenuto da migliaia di prigionier* politic*, per pochi mesi i famigliari e gli avvocati sono riusciti ad avere accesso all’isola di Imrali. Ciò è durato poco. Dal 12 agosto 2019, Öcalan e gli altri tre prigionieri sono nuovamente isolati dal mondo esterno.

Negli incontri che in quel breve periodo si sono svolti, Abdullah Öcalan ha fatto ancora una volta concrete proposte per una soluzione politica della questione curda e dato la sua disponibilità per contribuire a un processo che, sulla base della democratizzazione, porti la pace in Medio Oriente, dimostrando di avere un ruolo importante nel far fronte alla situazione attuale che vede venti di guerra ancora più forti e che coinvolgono sempre più territori, dalla Siria fino alle porte di casa dell’Italia e dell’Europa, in Libia.

La proposta di un sistema democratico multietnico basato sulla parità di genere e sull’ ecologia, come quello realizzato nel Nord – Est della Siria, dove tutti i popoli della regione hanno combattuto per ricercare un modello amministrativo laico, democratico ed egualitario fa paura alle potenze regionali. L’ esperimento del Confederalismo Democratico va quindi difeso dall’ invasione turca e dalla pressione delle potenze globali.

Intanto in Turchia aumenta la repressione con il preciso obiettivo di mettere a tacere qualsiasi opposizione democratica. Occupando interi territori in Medio Oriente, Erdogan sta distruggendo la storia e l’identità culturale, provocando esodi di massa di intere popolazioni. Catastrofi umanitarie, come quelle provocate in Siria (ad Afrin prima, a Serekaniye e Gire Spi ora) invase, saccheggiate e occupate da turchi e alleati jihadisti sono la dimostrazione della barbarie del regime di Erdogan che espande le sue mire a tutta l’area del Mediterraneo orientale. L’ invio di mercenari islamisti in Libia è uno strumento col quale esercitare maggiore pressione sull’ Europa, giocando la carta dei profughi e delle risorse energetiche.

È ora più che mai necessario, per la pace in Medio Oriente, far sentire la nostra voce contro il fascismo neo-ottomano di Erdogan. Porre fine all’ isolamento di Abdullah Öcalan significa dare una prospettiva di pace e di democrazia a tutti quei territori martoriati da decenni di guerra, distruzioni e milioni di profughi.

Il 15 febbraio, da Strasburgo a Roma, si terrà la annuale manifestazione europea per chiedere la sua liberazione.

Difendiamo il Rojava per la libertà e la pace in Medio Oriente

Libertà per Ocalan e per tutte e tutti i prigionieri politici

Ufficio Informazione del Kurdistan in Italia , Comunità Curda di Italia , Centro Socio-Culturale Curdo ARARAT, Rete Kurdistan Italia

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DOMENICA 23 FEBBRAIO 2020 – SFILATA DI CARNEVALE - PARTENZA ORE 15 da PIAZZA DEI MIRTI - COSTRUIAMO INSIEME IL LIBERO CARNEVALE DI CENTOCELLE!

Centocelle da troppo tempo è stretta nella morsa della speculazione e della gentrificazione. Gli attentati incendiari di questo autunno a danno di locali e librerie hanno portato alla luce un quartiere oramai oggetto di contesa tra gruppi di potere legali e illegali. ll dolore e la rabbia per gli attentati si sono trasformati in una spinta propulsiva che, in breve, ha dato vita ad una comunità libera ed indipendente fatta di realtà sociali e culturali del territorio e di singoli abitanti direttamente interessati/e alle problematiche del quartiere che abitano e vivono, chiamata LAC- Libera Assemblea di Centocelle.

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no tav 2020

no tav 2020

campagna romana benefit a sostegno delle spese legali dei processi no tav
Dopo più di 20 anni di resistenza popolare,
la lotta NO TAV è diventata la lotta di tutti e tutte
coloro che si battono contro la follia devastatrice
di questo sistema basato sui profitti.

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ilovexm24 puzzle 300x300.jpegOggi 16 gennaio 2020 lo sgombero dell’ex Caserma Sani a Bologna
contro il nulla si avanza!
sgombero dell’ex Caserma Sani= cemento e speculazione.
La raesistenza continua Sostegno a chi resiste!
http://www.ecn.org/xm24/2020/01/16/il-comune-di-bologna-cemento-contro-gli-spazi-sociali/

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Il 22 febbraio 2020 saranno 40 anni dall'omicidio di Valerio Verbano.
Valerio Verbano era uno studente di 19 anni, militante di autonomia operaia attivo nell'inchiesta antifascista e nei collettivi studenteschi e di quartiere.
Valerio è stato ucciso da un commando di fascisti davanti gli occhi di Sardo e Carla, i suoi genitori, che poco prima gli assassini avevano legato e imbavagliato.

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FORTE tondo

FORTE tondo

Questo è quello che come centro sociale occupato e autogestito ci sentiamo di fare.

Non racconteremo i fatti, che sono stati ampiamente resi pubblici, ci dissociamo dai processi mediatici e dalle esecuzioni di pubblica piazza.
Non abbiamo bisogno di aggiungere nessun dettaglio a quello che sappiamo per decidere di allontanare dal nostro spazio una persona che ha agito fatti per noi intollerabili e per questo politicamente non possiamo non prendere posizione rispetto a questa vicenda.

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SABATO 23 e DOMENICA 24 NOVEMBRE 2019. In occasione della giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne, la marea transfemminista di Non una di meno torna in piazza! Contro la vostra violenza, saremo rivolta!

📌23 NOVEMBRE - MANIFESTAZIONE NAZIONALE CONTRO LA VIOLENZA MASCHILE E DI GENERE ore 14.00 da Piazza della Repubblica
📌Come arrivare
🚈Metro A Repubblica

📌24 NOVEMBRE - ASSEMBLEA NAZIONALE A ROMA ore 10.00 presso Nuovo Cinema Palazzo, Piazza dei Sanniti 9A (San Lorenzo)
📌Come arrivare
🚃Tram 3 da: fermata metro A San Giovanni o Manzoni.
🚃Tram 3 o 19 da metro B Policlinico o Piramide

All'indomani della manifestazione che ci vedrà insieme a Roma, è convocata per il 24 novembre l’assemblea nazionale di Non Una Di Meno verso lo sciopero del prossimo 8 marzo 2020.

📌APPELLO NON UNA DI MENO: CONTRO LA VOSTRA VIOLENZA, LA NOSTRA RIVOLTA!

Il prossimo 23 novembre la marea femminista e transfemminista tornerà a inondare le strade di Roma contro la violenza che segna le nostre vite e diventa sistema!

In tutto il mondo le donne sono in rivolta contro la violenza patriarcale, razzista, istituzionale, ambientale ed economica. In Sud America, in Medio Oriente, In Asia, in Africa, in Europa le donne e le persone lgbtqipa+ stanno affermando chiaramente che nessun processo di democratizzazione e liberazione è possibile senza trasformazione radicale dell’esistente. In Cile, in Messico, in Ecuador, in Argentina, in Brasile, le donne lottano contro la violenza patriarcale e economica che attacca i corpi e l’ambiente.

Le donne curde stanno difendendo e portando avanti un processo rivoluzionario femminista, ecologista e democratico e combattono per la liberazione da ogni fondamentalismo e contro l’autoritarismo turco. Il 23 novembre ci uniremo a queste sollevazioni globali, dalle quali traiamo forza e convinzione!

Abbiamo disvelato la natura strutturale e politica della violenza maschile, che agisce sulle donne e sulle soggettività lgbtqipa+. A quattro anni dall’esplosione del movimento femminista è il momento di affermare, a partire dalle lotte, dalle pratiche, dalla solidarietà femminista, rivendicazioni chiare e non negoziabili su cui vogliamo risposte.

Ogni 72 ore in Italia una donna viene uccisa da una persona di sua conoscenza, solitamente il suo partner, e continuano le violenze omolesbotransfobiche. Sono i giornali a valutare quale dei tanti femminicidi debba essere raccontato e come. Quello del “gigante buono” – come nel caso di Elisa Pomarelli – o quello di chi “se l’è cercata”. Quello della vittima dell’invasore nero o del raptus di gelosia, nel caso si tratti di un marito italiano.

Noi invece sappiamo che la violenza può colpire chiunque di noi e che non ha passaporto, colore né classe sociale, ma spesso ha le chiavi di casa. È la storia di tante donne e di persone non conformi al modello patriarcale che ogni giorno si ribellano a molestie, stalking, violenza domestica, psicologica, sessuale ma trovano ulteriore violenza nei tribunali.

È tempo di dire basta alla Giustizia Patriarcale: se in Parlamento la Pas (sindrome da alienazione parentale) finisce nel cassetto insieme al Ddl Pillon, nelle cause di divorzio è sempre più frequente il suo utilizzo per giustificare l’allontanamento dei minori dalle madri, diventando così uno strumento punitivo per le donne che si separano e un deterrente alla denuncia per le donne che subiscono violenza domestica. Vogliamo la Pas fuori dai tribunali!

Il Codice Rosso ha già fallito confermandosi una mera operazione propagandistica: è necessario riconoscere le donne come soggetto attivo e intervenire efficacemente prima e non dopo che la violenza o il femminicidio si compiono.

Per questo il lavoro dei centri antiviolenza femministi va riconosciuto, garantito e valorizzato perché siamo stanche di finire sul banco degli imputati o ricordate in maniera strumentale in qualche pessimo articolo di giornale. Gli spazi femministi sono invece sotto attacco in tutto il Paese e le risorse per le realtà che sostengono le donne che resistono alla violenza sono sempre più vincolate e carenti. Difendiamo e moltiplichiamo gli spazi femministi e transfemmninisti, come Lucha y Siesta, le case delle donne e tutti gli spazi di autodeterminazione sotto minaccia di sgombero!

L’indipendenza economica è la condizione fondamentale per affrancarsi dalla violenza, per essere libere di scegliere: le molestie e gli abusi si riproducono in condizioni di minaccia e di ricatto, nella vergogna e nella solitudine, ma ancora permane il limite di un anno di tempo entro cui denunciare. Questo limite è un’arma in mano a molestatori e stupratori.

Vogliamo essere liber* dalla povertà, dallo sfruttamento, dal rischio di licenziamento o del mancato rinnovo di contratto e dei documenti di soggiorno. In un paese in cui solo una donna su due lavora, la maternità può costarti il posto di lavoro e la disparità salariale è un dato di fatto, non serve la propaganda, ci vogliono atti concreti: vogliamo un salario minimo europeo, un reddito di autodeterminazione svincolato dalla famiglia e dai documenti di soggiorno, congedi di maternità, paternità e parentali di uguale durata e retribuiti per entrambi i genitori.

Se scegliere di fare un figlio non è semplice, non lo è nemmeno non farlo: obiezione di coscienza dilagante e smantellamento del welfare ostacolano la nostra autodeterminazione psicologica, sessuale e riproduttiva. Riprendiamoci i consultori pubblici e rompiamo il monopolio degli obiettori sulle nostre scelte: vogliamo educazione sessuale per conoscere, educazione al rispetto di generi e orientamenti sessuali, spazi per condividere, contraccezione gratuita per proteggerci, la pillola abortiva senza ricovero e fino a 12 settimane per decidere. Vogliamo servizi socio-sanitari pubblici e laici che garantiscano la salute e la libera scelta di tutte e tuttu.

L’Italia è il paese in Europa con il più alto numero di uccisioni di persone trans ‒ spesso donne trans, migranti e sex workers. La presa di parola delle persone trans e lgbtqiap+ contro la violenza di genere e dei generi è un fiume che ingrossa e rafforza la marea femminista e transfemminista che si riverserà a Roma il 22 novembre con la Trans Freedom March: l’autodeterminazione non ha confini!

La guerra contro le persone migranti sta raggiungendo intensità senza precedenti, non soltanto nel Mediterraneo, e colpisce soprattutto le donne facendo dello stupro un’arma di soggezione. Vogliamo fermare la violenza degli accordi che esternalizzano le frontiere, disseminando Europa, Mediterraneo e Nord Africa di lager del XXI secolo. Vogliamo essere liber* di muoverci attraverso i confini e di restare se lo vogliamo. vogliamo l’abrogazione dei decreti sicurezza che criminalizzano la migrazione, la solidarietà e il dissenso, di tutte le leggi che legano il permesso di soggiorno al lavoro o alla famiglia e di quelle che alimentano il razzismo negando la cittadinanza a chi è nat* o cresciut* in Italia. Un permesso di soggiorno europeo senza condizioni, asilo e cittadinanza sono i soli strumenti possibili contro violenza e sfruttamento. Reclamiamo l’accesso al welfare per tutt* contro la distruzione dello Stato sociale che anno dopo anno taglia risorse mentre aumenta la spesa militare.

La lotta femminista e transfemminista crea resistenza e alternativa nella costruzione di legami e intrecci attraverso la riappropriazione dello sciopero come pratica di conflitto come processo di trasformazione dell’esistente che opponga la cura, l’autodeterminazione e l’equità sociale allo sfruttamento dei corpi e dell’ambiente.

Scendiamo in piazza il 23 Novembre anche per tutte quelle donne e quelle persone che vedono limitata la propria libertà. Le donne e le persone trans detenute, le persone sottoposte a misure restrittive o confinate all’interno di strutture psichiatriche che le sottopongono a misure di contenimento inappropriate e violente.

Il 23 Novembre saremo a Roma, saremo insieme, porteremo in piazza i nostri corpi e le nostre relazioni, quelle che costruiscono la discontinuità che nessun governo può garantirci, quelle che uniscono le vite di milioni di donne e soggettività lgbtqiap+ in tutto il mondo. Il 24 novembre ci incontreremo in assemblea nazionale verso lo sciopero femminista e transfemminista dell’8 marzo. Di fronte alla violenza di questa società non facciamo un passo indietro: noi siamo rivolta!

https://nonunadimeno.wordpress.com/2019/11/12/appello-non-una-di-meno-23-novembre-manifestazione-nazionale-a-roma-contro-la-vostra-violenza-la-nostra-rivolta/

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Nella giornata del 09/10/2019 l’aviazione turca ha iniziato a bombardare il Nord-Est della Siria (Rojava).

L’invasione in territorio siriano annunciata da Erdoğan comporterebbe non soltanto l’occupazione militare delle principali città del Rojava, ma provocherebbe anche un disastro umanitario di proporzioni inimmaginabili per numero di sfollati e vittime civili.

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mercoledì 13 nov ls nudm

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MERCOLEDì 13 NOVEMBRE 2019
Lucha Y Siesta non si chiude!

Lucha Y Siesta e tutti gli spazi femministi non si chiudono!
Mobilitiamoci!

Il 13 novembre è previsto il distacco delle utenze di Lucha Y Siesta, di fatto uno sgombero.
Ma noi non rimarremo ferme a guardare mentre si compie l’ennesimo attacco ai luoghi femministi e transfemministi di questa città.
Scenderemo in strada non solo per difendere Lucha y Siesta ma anche per presidiare il Consultorio di Via Silveri a rischio di imminente chiusura dopo 40 anni di attività e per sostenere la Casa Internazionale delle donne, in attesa da mesi di risposte dal Campidoglio.

Perché deve essere chiaro che se toccano una, toccano tutte.

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Oggi al Forte

17:15 - 18:00
Micro Circo 2019/2020
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