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mobilitazioni

  • Corteo nazionale - Aboliamo le leggi sicurezza!

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    LIBERTA’ DI MOVIMENTO, LIBERTA’ DEI MOVIMENTI: IL 9 NOVEMBRE TUTT* IN PIAZZA, PER CANCELLARE I DECRETI SICUREZZA

    Dietro lo striscione che chiede l’abrogazione delle Leggi Sicurezza si ritroverà chi negli ultimi anni ha manifestato in ogni parte d’Italia contro la propaganda salviniana e la chiusura dei porti, si oppone alla ferocia degli sgomberi di occupazioni abitative e spazi sociali, si mobilita nei quartieri popolari, alle centinaia di realtà che hanno dato vita al corteo del 10 novembre dell’anno scorso contro la conversione in legge del primo Decreto Sicurezza.

    La manifestazione nasce dal confronto e dall’intersezione di diversi spazi e momenti politici nazionali, consci che non esistono compagini di governo "amiche" e che il "problema" non si sia risolto con la (temporanea?) sostituzione di Salvini agli Interni: infatti il nuovo Governo esprime piena continuità a partire dal primo atto di Di Maio alla Farnesina, l’emanazione di un provvedimento con cui, per velocizzare i rimpatri, si rendono esecutive le norme contenute nel primo decreto Salvini sui cosiddetti Paesi di origine "sicuri".

    Questo corteo raccoglie il frutto di diversi percorsi che si sono susseguiti, intrecciati e richiamati a partire da momenti nazionali e dal lavoro delle piccole realtà radicate nei territori.

    Dopo lo striscione di testa sarà presente la comunità Curda, che in questi giorni sta chiamando alla mobilitazione in solidarietà al proprio popolo contro cui lo Stato Turco ha sferrato un attacco di inaudita crudezza.

    La manifestazione muovendo dal Colosseo attraverserà Via Labicana, Via Emanuele Filiberto, Piazza Vittorio, Via Statuto, S. Maria Maggiore, Esquilino, Via Cavour, P. dei Cinquecento, P. della Repubblica. Nel passaggio all’Esquilino, in prossimità del Ministero degli Interni, saranno ribadite le rivendicazioni:

    - Vogliamo l’abolizione delle leggi Minniti-Orlando-Salvini, e con esse leggi nazionali, circolari e accordi transnazionali precedenti che, dalle coste della Libia allo sfruttamento sui luoghi di lavoro e di vita, contribuiscono ogni giorno a mettere a repentaglio vite umane, dignità e diritti sociali irrinunciabili.

    - Vogliamo la chiusura immediata di CPR e lager di Stato, la riapertura dei porti per continuare a salvare vite.
    Vogliamo accoglienza incondizionata per tutte e tutti, vogliamo la regolarizzazione generalizzata e permanente dei migranti attualmente senza documenti.

    - Vogliamo rivendicare con forza la nostra libertà di movimento: dalla possibilità di attraversare i confini senza vedersi opposti visibili ed invisibili muri, alla possibilità di mobilitarsi ed esprimere dissenso contro chi comprime i diritti sul lavoro, nega il diritto alla casa, fomenta l’esclusione sociale e impone come norma il razzismo nella vita quotidiana.

    - Vogliamo affermare la solidarietà con chi rischia la propria vita in mare perché, aldilà delle norme giuridiche, compiere questa scelta non può essere considerata reato.

    Per ribadire tutto questo, vogliamo costruire una mobilitazione che sia aperta, plurale, pacifica ed inclusiva per tutte le reti nazionali, realtà di movimento, associazioni, sindacati conflittuali, collettivi ed anche singolarità che in tutta Italia si sono mobilitate o sentono l’urgenza di farlo al più presto.
    La ricchezza dei movimenti ora è più che mai necessaria: invitiamo a partecipare ad un passaggio di discussione il 27 ottobre alle ore 11, presso ESC a Roma (Via dei Volsci, 159), e soprattutto a scendere in piazza a Roma il 9 novembre alle h. 14 al Colosseo.

    #ABOLIAMOLELEGGISICUREZZA!

    - Per adesioni: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

    #Energieinmovimento

    Forum #indivisibili e solidali

    Adesioni (in ordine alfabetico)

    ADL Cobas
    Africa Unita - Catania
    Ambasciata dei Diritti - Marche
    ASGI
    Asia
    Assemblea Antirazzista Antifascista di Vicofaro-Pistoia
    Assemblea Antirazzista Trento
    Assemblea Autoconvocata lavoratori lavoratrici del sociale Firenze
    Assemblea sulla stessa Barca Prato
    Associazione antirazzista e interetnica "3 Febbraio"
    Associazione Città Migrante - Reggio Emilia
    Associazione Controverso (Roma)
    Associazione Diritti e Frontiere (ADIF)
    Associazione Hamef onlus - Napoli
    Associazione Lankitalia (Sri Lanka)
    Associazione Mandè (Napoli)
    Associazione Open Your Borders - Padova
    Associazione Partaking
    Associazione Senegalesi di Napoli
    Associazione Ya Basta Êdî Bese
    Associazione Yairaiha onlus
    Atletico San Lorenzo - Roma
    Attac Italia
    autoconvocat* - contro la crisi
    Bergamo Migrante Antirazzista
    Borderline Sicilia onlus
    Bozen Solidale
    BPM - Blocchi precari Metropolitani
    Caminantes - La casa è un diritto (Treviso)
    Campagna LasciateCIEntrare
    Casa Bettola - Reggio Emilia
    Casa del Popolo di Fermo
    Casa del Popolo Giuseppe Tanas - Roma
    Casa Don Andrea Gallo per l'autonomia (Rimini)
    Casa Madiba Network (Rimini)
    Casale Garibaldi - Common at Work
    Centri Sociali delle Marche
    CLAP - Camere del Lavoro Autonomo e Precario
    COBAS - Confederazione dei Comitati di base
    Communia Roma
    Comitato No Decreto Sicurezza Puglia
    Comitato Stop Razzismo Prato
    Comunità Accogliente - Avellino
    Comunità cinese Chiesa Dio onnipotente
    Consiglio Nazionale Rom Sinti Caminanti
    Cooperativa Caracol - Marghera (VE)
    Coordinamento Cittadino Lotta per la Casa - Roma
    Coordinamento Uguali Doveri di Lodi
    Csa exOltrefrontiera - Pesaro
    Csa Pacì Paciana - Bergamo
    Csoa Auro e Marco - Roma
    Csoa Forte Prenestino - Roma
    Csoa La Torre - Roma
    Digiuno di giustizia in solidarietà con i migranti
    Esc Atelier autogestito - Roma
    Exploit Pisa
    Federazione del Sociale
    Forlì Città Aperta
    Forum Antirazzista di Palermo
    Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua
    Forum Per Cambiare l’Ordine delle Cose
    Fronte di lotta No Austerity
    Il Lodigiano contro le discriminazioni
    Kascina Autogestita Popolare (Bergamo)
    Lab AQ16 - Reggio Emilia
    Làbas - Bologna
    La Comune
    Left, settimanale d’informazione
    Limonaia - Zona Rosa
    Lista disoccupati e precari Roma nord ovest
    L.O.A. Acrobax - Roma
    LSA 100Celle - Roma
    Lucha y Siesta Casa delle Donne - Roma
    Magazzini Popolari Casal Bertone - Roma
    Mai più lager No ai CPR - Milano
    Modena City Ramblers
    Movimento per il Diritto all’Abitare - Roma
    Nazione Rom
    Noi Restiamo
    Nuovo Cinema Palazzo - Roma
    Open Arms
    OSA
    Osservatorio Repressione
    Palestra Popolare Casal Bertone - Roma
    Partito della Rifondazione Comunista-Sinistra Europea
    Partito di Alternativa Comunista
    Polisportiva Antirazzista Ackapawa - Jesi
    Potere al Popolo
    Progetto Melting Pot Europa
    Progetto Rebeldìa - Pisa
    Rete Antirazzista Catanese
    Rete Antirazzista Pisa
    Rete dei Comunisti
    Rete femminista No muri No recinti
    Rete Popolare Tiburtina - Roma
    Rete Restiamo Umani
    Rete Kurdistan
    Rompiamo gli Orologi
    Sapienza Porto Aperto - Roma
    Scuola di italiano Fuoriclasse - Treviso
    Scuola di italiano Liberalaparola - Marghera
    Scuola di italiano Liberalaparola - Padova
    Scuola di italiano Liberalaparola - Trento
    Scuola di italiano Parole in movimento - Venezia
    Scuola di italiano Penny Wirton di Senigallia
    Sinistra Anticapitalista
    Spazio Popolare "Anna Campbell" di Pesaro
    Studenti Unior pro Rivoluzione Siriana
    Sulla stessa Barca - Rete Roma Est
    Talking hands con le mani mi racconto - Treviso
    Tpo - Bologna
    Transform! Italia
    Un Ponte Per…
    Unicobas
    USB - Unione Sindacale di Base
    USI - Unione Sindacale italiana
    Ya Basta Bologna
    Ya Basta Marche
    WILPF-Italia

    (in aggiornamento)

  • Corteo nazionale - cancelliamo i decreti sicurezza!

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    LIBERTA’ DI MOVIMENTO, LIBERTA’ DEI MOVIMENTI: IL 9 NOVEMBRE 2019 TUTT* IN PIAZZA, PER CANCELLARE I DECRETI SICUREZZA.

     Cambiare tutto per non cambiare niente.
    Così si presenta il governo PD – 5Stelle dopo circa due mesi di Conte Bis, che è ben poco “discontinuo” con le politiche del governo precedente se non nelle promesse e nei proclami in difesa delle istituzioni democratiche del paese contro il “mostro” Salvini, passato da alleato di governo a nemico pubblico numero uno in poche facili mosse, contromosse e autogol estivi.

    Le due leggi sicurezza targate Salvini e Il decreto Minniti-Orlando hanno messo i migranti, che vivono nel nostro paese, in una condizione di estrema drammaticità. Questo dipende in primis dal fatto che i permessi di soggiorno (unico mezzo che ha un migrante per poter vivere “legalmente” sul nostro suolo) non possono più essere concessi per motivi umanitari, e da un taglio drastico ai servizi erogati che permettevano un certo livello di integrazione all’interno della società, generando una situazione di schiavitù per tutt* quell* che, pur di lavorare, devono sottostare al giogo dei padroni che sfruttano la loro manodopera con paghe da fame e tuguri come alloggi.

    Tutti questi provvedimenti non vanno a ledere solo i diritti dei migranti ma sottraggono libertà di movimento e opposizione sociale a tutt* coloro i/le quali ogni giorno si battono per i diritti sul lavoro, il diritto all’abitare, per l’ambiente e per i diritti sociali, criminalizzando e punendo con pene pesanti gli/le attivist* che praticano -varie forme di lotta; dai picchetti fuori dalle fabbriche ai blocchi stradali davanti i magazzini della logistica, da chi occupa spazi per reclamare il diritto ad una casa o chi forza i porti chiusi per salvare vite umane che scappano da guerre e povertà.

    Siamo consapevoli che non esistano compagini di governo amiche, a maggior ragione se composte da chi ha materialmente spianato la strada salviniana con politiche il cui baricentro si è spostato sempre più a destra: il certosino avvelenamento dei pozzi sociali prodotto da queste politiche ha lasciato scorie di lunga durata, con i cui effetti ci confrontiamo quotidianamente nei territori che abitiamo e nei quali agiamo politicamente, dove la realtà rimane pressoché immutata. Minacce di sgomberi, ruspe più o meno democratiche, sanzioni e denunce a chi organizza picchetti e blocchi della produzione a tutela del diritto di sciopero, o le ordinanze comunali in nome del decoro e della pulizia delle città da tutt* i soggetti indesiderati, forme di vita una volta troppo nere, una volta troppo povere, una volta troppo solidali.

    Dentro questo quadro, e alla luce dei momenti di confronto nazionali e territoriali di questi mesi, abbiamo individuato l'abolizione dei pacchetti sicurezza Minniti-Orlando e dei decreti sicurezza varati dal precedente governo come un punto di partenza.

    Per questo abbiamo messo in rete i nostri desideri, per questo abbiamo rimesso in movimento le energie, per riappropriarci di quelli spazi di libertà e di immaginazione che sembrano sempre più impraticabili, per ricostruire quei legami e relazioni di solidarietà e empatia che le politiche degli ultimi anni hanno provato a spezzare, e abbiamo deciso di lanciare una grande manifestazione nazionale, Sabato 9 Novembre, una manifestazione da costruire insieme, larga e attraversabile da tutt*, che chieda l’immediata abolizione delle leggi sicurezza.

    Perché mettersi in viaggio per cercare una vita migliore o mettere in campo pratiche di lotta e solidarietà non è un reato.
    Perché chiedere questo oggi vuol dire opporsi all’impianto immaginato dal governo giallo-verde-rosa e contemporaneamente ricominciare a delineare collettivamente una strada, avanzare proposte, tornare a far prendere parola alla parte migliore del paese.

    Per questo chiediamo a coloro che si sono impegnati nel confronto romano e a tutti i soggetti, le reti, i singoli, i collettivi che hanno deciso e decideranno di fare propria la giornata del 9, a sprigionare energie in movimento e a metterle in circolo, per costruire ed attraversare collettivamente questa manifestazione.

    Chiediamo a tutte le realtà nazionali di costruire una settimana di avvicinamento e mobilitazione dislocata sui territori dal 25 Ottobre al 1 Novembre e invitiamo tutt* a Roma, il 27 Ottobre, per discutere e
    confrontarci, per fare in modo che il 9 Novembre possa essere una grande giornata, patrimonio di tutt*, ma che rappresenti solo un punto di partenza, per tornare finalmente a respirare.

  • Corteo Nazionale Contro la Guerra, con il Rojava

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    Manifestazione nazionale 1° novembre a Roma
    #controlaGuerra #IostoconiCurdi

    Alle ore 15:00 del 9 ottobre la Turchia ha iniziato l’attaco di invasione del Nord – Est della Siria, il Rojava, provando a distruggere quello che curdi, armeni, arabi, assiri e turcomanni, cristiani, siriaci hanno costruito insieme.

  • corteo per una città aperta e contro gli sgomberi

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    22 giugno corteo per una città aperta, solidale e contro gli sgomberi: Roma non si chiude

  • DIAMO LUCHA ALLA CITTà

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    Assemblea pubblica: strategie femministe di resistenza Mercoledì 20 febbraio 2019 dalle ore 18:00.

     La Casa delle Donne di Lucha y Siesta è una realtà caleidoscopica, tra centro antiviolenza, casa rifugio, casa di semi autonomia e luogo di elaborazione politica femminista.

  • DIRITTO ALLA CITTA' VERSO LA PROSSIMA ASSEMBLEA

    DIRITTOALLACITTALOGO
    DIRITTOALLACITTALOGO
    ECCO IL COMUNICATO DELLA RETE PER IL DIRITTO ALLA CITTA'
    VERSO LA PROSSIMA ASSEMBLEA

    Dal Salva-Roma al commissario Tronca, passando per Marino:
    cosa c'è dietro le minacce di sgombero di centinaia di spazi sociali romani

    La crisi economico-finanziaria in cui siamo immersi da anni e

    la conseguente logica del debito sono diventati gli alibi attraverso i quali imporre, a diversi livelli, poteri tecnici e polizieschi. Di fatto siamo alla cinica attuazione dell'aforisma di Friedman secondo cui "lo shock serve a far diventare politicamente inevitabile ciò che è socialmente inaccettabile".

    Le politiche monetariste e di austerità diventano lo strumento mediante il quale scaricare gli effetti sui cittadini. I vincoli di bilancio diventano prioritari rispetto alla garanzia dei diritti fondamentali.

    Con la costituzionalizzazione dell'obbligo del pareggio di bilancio si arriva addirittura da una formale legittimazione di tale involuzione culturale e politica.

    Si restringono i parametri del patto di stabilità interno facendo diventare gli Enti Locali i luoghi sui quali far precipitare la crisi.

  • Distribuzione alimentare solidale

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    Tutti i giovedì alle h 17 all’ingresso del CSOA Forte Prenestino.

    Il Gruppo Appoggio Mutuo nasce come risposta alla crisi provocata dalle prime misure anti-Covid di marzo 2020, dalla decisione di alcuni abitanti di Centocelle di fornire un aiuto concreto a quelle persone che più duramente stavano subendo le ricadute economiche e sanitarie della pandemia.

  • Distribuzione e raccolta alimentare straordinaria

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    Mercoledì 27 gennaio 2021, Il Csoa Forte Prenestino sostiene e supporta la legittima protesta degli student* del Kant e invita a partecipare mercoledì alle 17.30 all’iniziativa di raccolta e distribuzione promossa dalla Libera Assemblea di Centocelle a piazza Zambeccari. Di seguito il comunicato:

    Invitiamo tutto il territorio a partecipare simbolicamente alla raccolta e alla distribuzione di generi alimentari di fronte al Liceo Kant mercoledì 27. La libera Assemblea di Centocelle tramite il Gruppo appoggio mutuo svolgono questa attività a sostegno di chi è in difficoltà nei quartieri di Centocelle, Torpignattara, Villa Gordiani ormai da molti mesi.


    La Lac e il GAM sostengono pienamente le rivendicazioni degli studenti e condannano la risposta di tipo autoritario a delle legittime richieste già avanzate tra l’altro prima della pandemia, come scuole in sicurezza e non pericolanti e fine delle classi pollaio. Chiediamo a tutti e tutte di partecipare a questo momento, sostenere e partecipare insieme ai ragazzi e alle ragazze del Kant a questo gesto di solidarietà verso il quartiere. Ci vediamo domani, mercoledì 27 gennaio, alle 17.30 a piazza Zambeccari

  • ENERGIE IN MOVIMENTO - Assemblea Nazionale

    energie in movimentos

    energie in movimentos
     Roma il 14 e il 15 settembre 2019 - ENERGIE IN MOVIMENTO  Assemblea nazionale 

    negli spazi occupati di via del Caravaggio e di Lucha y Siesta sotto sgombero.
    vogliamo costruire una due giorni nazionale articolata in plenarie e tavoli tematici di discussione e confronto negli spazi...

  • ENLACE ZAPATISTA: UNA DICHIARAZIONE PER LA VITA

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    1 gennaio dell’anno 2021. AI POPOLI DEL MONDO: ALLE PERSONE CHE LOTTANO IN EUROPA:

    SORELL@ E COMPAGN@:

      Durante questi mesi, ci siamo mess@ in contatto con vari mezzi.  Siamo donne, lesbiche, gay, bisessuali, transessuali, transgender, travestiti, transessuali, intersessuali, queer e altro ancora, uomini, gruppi, collettivi, associazioni, organizzazioni, movimenti sociali, popoli originali, associazioni di quartiere, comunità e un lungo eccetera che ci da identità.

      Ci differenziano e ci allontanano terre, cieli, montagne, valli, steppe, giungle, deserti, oceani, laghi, fiumi, torrenti, lagune, razze, culture, lingue, storie, età, geografie, identità sessuali e non, radici, confini, forme di organizzazione, classi sociali, potere d’acquisto, prestigio sociale, fama, popolarità, followers, likes, valute, grado di scolarizzazione, modi di essere, mestieri, virtù, difetti, pro, contro, ma, eppure, rivalità, inimicizie, concezioni, argomentazioni, contro argomentazioni, dibattiti, controversie, denunce, accuse, disprezzo, fobìe, filiazioni, elogi, ripudi, fischi, applausi, divinità, demoni, dogmi, eresie, simpatie, antipatie, modi, e un lungo eccetera che ci rende diversi e, non di rado, contrari.

    Solo poche cose ci uniscono:

      Che facciamo nostri i dolori della terra: la violenza contro le donne; la persecuzione e il disprezzo delle diversità nelle loro identità affettive, emotive e sessuali; l’annientamento dell’infanzia; il genocidio contro i popoli originari; il razzismo; il militarismo; lo sfruttamento; il saccheggio; la distruzione della natura.

      La consapevolezza che è un sistema il responsabile di questi dolori. Il carnefice è un sistema sfruttatore, patriarcale, piramidale, razzista, ladrone e criminale: il capitalismo.

      La consapevolezza che non è possibile riformare questo sistema, educarlo, attenuarlo, limarlo, addomesticarlo, umanizzarlo.

      L’impegno a lottare, ovunque e in ogni momento – ognuno nel proprio campo – contro questo sistema fino alla sua completa distruzione.  La sopravvivenza dell’umanità dipende dalla distruzione del capitalismo.  Non ci arrendiamo, non siamo in vendita e non claudichiamo.

      La certezza che la lotta per l’umanità è mondiale.  Così come la distruzione in corso non riconosce confini, nazionalità, bandiere, lingue, culture, razze; così la lotta per l’umanità è ovunque, sempre.

      La convinzione che sono molti i mondi che vivono e lottano nel mondo.  E che ogni pretesa di omogeneità ed egemonia attenta l’essenza dell’essere umano: la libertà.  L’uguaglianza dell’umanità sta nel rispetto della differenza.  Nella sua diversità sta la sua somiglianza.

      La consapevolezza che non è la pretesa di imporre il nostro sguardo, i nostri passi, le nostre compagnie, i nostri percorsi e i nostri destini, che ci permetterà di avanzare, ma l’ascolto e lo sguardo dell’altro che, diverso e differente, ha la stessa vocazione di libertà e di giustizia.

      Per queste coincidenze, e senza abbandonare le nostre convinzioni o cessare di essere ciò che siamo, abbiamo accordato:

    Primo.- Realizzare incontri, dialoghi, scambi di idee, esperienze, analisi e valutazioni tra coloro che ci siamo impegnati, da concezioni diverse e in campi differenti, nella lotta per la vita.  Poi, ognuno seguirà o meno la propria strada.  Guardare e ascoltare l’altro può aiutarci o meno nel nostro viaggio.  Ma conoscere il diverso fa parte anche della nostra lotta e del nostro impegno, della nostra umanità.

    Secondo.- Che questi incontri e queste attività si realizzino nei cinque continenti.  Che, per quanto riguarda il continente europeo, si concretizzeranno nei mesi di luglio, agosto, settembre e ottobre del 2021, con la partecipazione diretta di una delegazione messicana composta dal CNI-CIG, dal Fronte del Popolo in Difesa dell’Acqua e della Terra di Morelos, Puebla e Tlaxcala, e dall’EZLN.  E, in date successive da specificare, sostenere secondo le nostre possibilità, affinché si svolgano in Asia, Africa, Oceania e America.

    Terzo.- Invitare coloro che condividono le stesse preoccupazioni e lotte simili, tutte le persone oneste e tutti los abajosche si ribellano e resistono nei molti angoli del mondo, a unirsi, a contribuire, a sostenere e a partecipare a questi incontri e attività; e a firmare e a fare propria questa dichiarazione PER LA VITA.

    Da uno dei ponti di dignità che unisce i cinque continenti.

    Noi.

    Pianeta Terra.

    1 gennaio 2021

    Da differenti, disomogenei, diversi, dissimili, ineguali, lontani e diversi angoli del mondo (nell’arte, nella scienza e nella lotta di resistenza e di ribellione):

    RELINK da: https://enlacezapatista.ezln.org.mx/

  • Festa Di Chiusura Della Sala Da The!

    chiusura saladathe 2016
    chiusura saladathe 2016
    Mercoledì 20 Luglio 2016

    INIZIATIVA A SOSTEGNO DEI MIGRANTI DI VIA CUPA , Baobab Experience

    FESTEGGIAMO L'ESTATE E LA CHIUSURA DELLA STAGIONE DELLA SALA DA THE
    CON UNA SERATA BALLERINA E TROPICALE CON UN DOPPIO VINYL SET A CURA DI MR.GUGLIA & DJ GILPSYCH :)
    Frullatini e frutta a go go, ottime vibes e golosità a non finire...
    SOTTOSCRIZIONE LIBERA - H 22:30

  • FORTATTACK

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    FORTATTACK

    Il Forte Prenestino è un centro sociale occupato e autogestito dal 1986...
    È un luogo di socialità, di incontro, di organizzazione del tempocollettivo, di scambio di idee, di visioni e di energie.
    È occupato, era all'abbandono ed è stato riaperto, abitato, attraversato e vissuto . . .

  • Frontiere visibili persone invisibili! All migrants are welcome!

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    VENERDi 25 GENNAIO 2019 ore 17:00 in piazza dell’esquilino,

    Nei pressi del ministero degli interni, dobbiamo farci sentire!
    Porta con te una casseruola, mestoli e strumenti atti al rumore!

  • GAZA FREESTYLE - Raccolta Materiali Per Gaza - CAROVANA DI SOLIDARIETA'

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    RACCOLTA MATERIALI PER GAZA

    A Dicembre 2021 torneremo nella Striscia di Gaza con un ambizioso progetto, in collaborazione con le associazioni locali.

    Stiamo raccogliendo anche materiale sportivo, artistico e media.
    Se hai materiale da donare o vuoi metterti in contatto con noi, scrivi a

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    Abbiamo bisogno anche del tuo aiuto!

    https://www.forteprenestino.net/52-attivita/2389-hip-hop-for-palestine-verso-gaza

  • Gemme dal Rojava

    GEMME WEB 04

    GEMME WEB 04
    VENERDì 29 NOVEMBRE 2019

    CSOA Forte Prenestino Presenta:

    Gemme dal Rojava - la rivoluzione verde delle donne.
    Iniziativa benefit per la mezza luna rossa curda.

    Presentazioni, proiezioni, musica, cucina curda e dibattiti 

    info e programma completo nel LEGGI TUTTO!!!

  • GRAVISSIMO ATTENTATO INCENDIARIO FASCISTA AL CSA MAGAZZINO 47

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    Riportiamo il comunicato rilasciato dal Centro Sociale Magazzino 47 a seguito del grave attentato incendiario fascista della notte del 22 Febbraio 2018

    Questa notte dei topi di fogna si sono introdotti nel centro sociale e, dopo aver forzato una finestra, hanno appiccato un incendio all'interno del locale che ospita la libreria e l'enoteca. La finestra forzata, gli evidenti segni di effrazione e un intenso odore di benzina non lasciano dubbi sulla natura dolosa, come immediatamente notato dagli stessi Vigili del fuoco.
    La pronta reazione di un compagno che si trovava all'interno dello spazio sociale ha fatto sì che i Vigili del fuoco siano potuti intervenire tempestivamente estinguendo le fiamme prima che queste potessero provacare danni ben peggiori.
    Diversi mobili e una grande quantità di libri sono andati distrutti.
    Il nostro compagno, unica persona presente, per fortuna sta bene.
    Possiamo affermare con certezza che si è trattato dell'ennesimo infame attacco di fascisti e razzisti che cercano di seminare un clima di odio razziale e intolleranza in città.
    Gli stessi che nelle scorse settimane hanno colpito le Casette occupate di via Gatti e il campo Sinti di via Orzinuovi.
    Gli stessi che inneggiano a Luca Traini, autore dell'attentato razzista di Macerata.
    Per questo reagiremo di conseguenza. Con rabbia, determinazione e orgoglio.
    Dichiariamo già da ora uno stato di mobilitazione permanente antifascista in città.

  • Ho aiutato a dare inizio alle proteste di Gaza. E non me ne pento

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    di Ahmed Abu Ratima

    fonte: https://www.nytimes.com/2018/05/14/opinion/gaza-protests-organizer-great-return-march.html 

    Il seme che è cresciuto nella Grande Marcia del Ritorno di Gaza è stato piantato il 9 dicembre 2017, giusto qualche giorno dopo che il presidente Trump ha annunciato che avrebbe riconosciuto Gerusalemme come capitale di Israele.

    Noi palestinesi abbiamo mantenuto a lungo il sogno di Gerusalemme come la nostra propria capitale, o almeno come una capitale condivisa in un paese che offre pari diritti a ciascuno. Il sentimento di tradimento e afflizione a Gaza era palpabile. Per schiarirmi le idee, sono andato con il mio amico Hasan a camminare lungo il confine, cosa che facciamo ogni tanto.

    “Là giace la nostra terra”, ho detto ad Hasan, quando ho guardato agli alberi dall’altro lato del recinto di filo spinato che ci confina. “È soltanto a pochi chilometri da qui”. Però resta così lontana, a causa di quella recinzione e dei soldati che la controllano. La maggior parte delle persone della mia età non hanno mai avuto il permesso di lasciare Gaza, dal momento che l’Egitto controlla l’uscita a sud e Israele limita l’accesso a nord – oltre a proibire l’uso del nostro mare e dell’aeroporto (o almeno di ciò che di esso rimane dopo tre guerre).

    Questo pensiero ha portato a un desiderio espresso su Facebook. E ha talmente avuto risonanza tra la gente di Gaza, che ha dato origine a un movimento che è culminato nelle storiche proteste che si sono tenute lungo l’ultimo mese. Tragicamente, Israele ha reagito ancora più brutalmente di quanto mi fossi aspettato – e ho attraversato tre delle sue guerre. L’ultima stima del numero dei protestanti uccisi è di 104; più di 50 sono morti soltanto lunedì (14 maggio). Inoltre in migliaia sono stati feriti. Ma le nostre voci hanno bisogno di essere ascoltate, e lo sono state.

    Il mio odio per i confini è sia universale – nel senso che tutti i Palestinesi soffrono a causa loro – che molto personale. I miei nonni e i loro nonni  sono nati e cresciuti nella città di Ramla, al centro di quello che ora è Israele. Durante le mie camminate, immaginavo la terra ancestrale della mia famiglia.

    Ma ho anche fatto esperienza dell’impatto distruttivo dei confini in maniera più personale. Sono nato nel 1984, due anni dopo il ritiro di Israele dalla penisola del Sinai, che ha diviso la mia città, Rafah, tra Gaza e l’Egitto. Il nucleo della città è stato raso al suolo da Israele e l’Egitto per creare una zona cuscinetto, separando così famiglie, inclusa la mia, col filo spinato. La famiglia di mia madre viveva dal lato egiziano e la divisione di Rafah ha portato alla separazione dei miei genitori. Nonostante mia madre vivesse a un tiro di schioppo, sono passati 19 anni prima che la rivedessi.

    Quel giorno di dicembre, mentre guardavo gli uccelli volare sopra il confine che io non potevo attraversare, mi sono ritrovato a pensare quanto gli uccelli e gli animali siano molto più furbi delle persone; essi vivono in armonia con la natura anziché alzare muri. Più tardi, quello stesso giorno, su Facebook mi sono domandato cosa succederebbe a un uomo se agisse come un uccello e attraversasse quella recinzione. Ho scritto: “Perché i soldati israeliani gli sparerebbero come se stesse commettendo un crimine?”. Il mio unico pensiero era di raggiungere gli alberi, sedermi là e quindi tornare indietro.

    Non riuscivo a non pensarci. Un mese dopo ho scritto un altro post “Grazie, Israele, per aprirci gli occhi. Se l’occupazione aprisse i luoghi di passaggio e permettesse alla gente di vivere una vita normale e creasse lavoro per i giovani, potremoo aspettare per diverse generazioni”, ho scritto. “Siamo costretti a scegliere tra gli scontri o la vita”. Ho terminato il post con l’hashtag #GreatReturnMarch.

    I giovani di Gaza hanno reagito al mio post immediatamente, condividendolo e aggiungendo le loro idee personali. Già una settimana dopo, sembrava che in centinaia ne parlassero. Abbiamo istituito un comitato giovanile e incontrato le agenzie locali e le istituzioni. Abbiamo anche incontrato i partiti politici nazionali: volevamo offrire a tutti i settori della società di Gaza l’opportunità di essere coinvolti.

    Cosa è accaduto da quando abbiamo cominciato la Grande Marcia del ritorno è sia cosa speravo che ciò che mi aspettavo – e no. Non è stata una sorpresa che Israele abbia risposto alla nostra marcia con una violenza letale. Ma non mi aspettavo questo livello di crudeltà. D’altra parte, sono stato rincuorato dall’impegno alla non-violenza presente tra la maggior parte del mio popolo.

    Un paio di anni fa, la gente qui avrebbe scartato l’idea che delle manifestazioni pacifiche avrebbero ottenuto qualcosa di significante. Dopo tutto, qualunque altra forma di resistenza non ha prodotto nulla di concreto. Cosa mi sorprende è la trasformazione a cui stiamo assistendo nel modo in cui resistiamo. La nostra lotta in precedenza era tra i combattenti palestinesi armati e i cecchini, i carrarmati e gli F-16 israeliani. Ora, si tratta di una lotta tra l’occupazione e i manifestanti pacifici – uomini e donne, giovani e anziani. 

    La Grande Marcia del Ritorno ricorda al mondo le origini del conflitto – la nostra estirpazione dalle nostre terre e dalle nostre vite, cominciato nel 1948 e che da allora continua. Abbiamo scelto il 15 maggio come il culmine delle nostre proteste perché quello è il giorno che i palestinesi indicano come la “Nakba”, la parola araba che sta per catastrofe, che è come definiamo le espulsioni dalle nostre case di 70 anni fa. Qualunque soluzione noi negozieremo in futuro per permetter ai nostri due popoli di vivere insieme pacificamente ed equamente, deve partire col riconoscimento di questa ingiustizia.

    Comunque, malgrado la risposta da parte dei cecchini israeliani, continuo a impegnarmi per la nonviolenza, così come lo sono tutte le altre persone che “coordinano” questa marcia. Uso le virgolette perché quando un movimento diventa così ampio – attirando quelle che stimiamo essere almeno 200.000 persone durante i venerdì di protesta – non può essere completamente controllato. Noi scoraggiamo dal bruciare bandiere israeliane e dall’attaccare dei cocktail molotov agli aquiloni. Noi vogliamo che il nostro messaggio sia una pacifica, pari coesistenza.

    Abbiamo anche provato a dissuadere i dimostranti dal tentare di attraversare il confine con Israele. Ciò nonostante, non li possiamo fermare. È l’azione di un popolo imprigionato che brama la libertà, una delle motivazioni più forti nella natura umana. Allo stesso modo, la gente non se ne andrà via il 15 maggio. Abbiamo intenzione di continuare la nostra lotta finché Israele riconosce il nostro diritto di tornare alle nostre case e alla terra da dove siamo stati espulsi.

    La disperazione alimenta questa nuova generazione. Non torneremo alla nostra esistenza sub-umana. Continueremo a bussare alle porte delle organizzazioni internazionali e dei nostri carcerieri israeliani finché vedremo dei passi concreti volti a porre fine al blocco di Gaza.

    Ahmed Abu Ratima è un giornalista freelance.

  • I° MAGGIO 2016 - 30 anni di occupazione - 34° Festa del non lavoro

    logo forte comunicato
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    I° Maggio 2016
    C.S.O.A. Forte Prenestino
    30 anni di occupazione e autogestione e 34° Festa del non lavoro
    Esce “Fortopìa - Storie di amore e autogestione” TrentAnniForti - il libro


    Come se nulla fosse tutti/e noi andiamo avanti disarmati contro la loro guerra.
    “MORTACCIVOSTRI”, Roberto Perciballi

    Il PRIMO MAGGIO E’ LA NOSTRA FESTA
    La vogliamo fare per dodici ore, TEN to TEN,
    dalle dieci del mattino alle dieci di sera.
    Dodici ore di spazio e tempo liberati alla nostra maniera.

    L’entrata è stata memorabile.

  • Il giubileo ci disturba - Disturbiamo il giubileo

    disturbiamoilgiubilo
    disturbiamoilgiubilo
    sabato 19 dicembre
    Assedio sonoro
    piazzale Esquilino ore 15:30

    musica, caciara, performances, cabaret.... e chi più ne ha più ne metta!!!

    Né giubileo, né misericordia!!

    Con l’avvento del Giubileo siamo pervas* dal giubilo nel vedere con quanta abilità stato e chiesa ancora una volta stanno cercando di nascondere la polvere di ciò che chiamano degrado e le contraddizioni di questa città sotto al tappeto luccicante della città vetrina.
    La novità è che la polvere che vogliono nascondere è talmente tanta che non c’entra più sotto al tappeto!

  • IL MONDO DEL CINEMA SOSTIENE IL BAOBAB

    Everyone is wellcome Baobab 19 Luglio 2016
    Everyone is wellcome Baobab 19 Luglio 2016
    MARTEDì 19 LUGLIO 2016

    IL MONDO DEL CINEMA SOSTIENE IL CENTRO BAOBAB

    Il cinema italiano chiede a tutti i cittadini/e di sostenere il Baobab,
    dove centinaia di migranti chiedono accoglienza e dignità.


    Da mesi a Roma, in via Cupa (Stazione Tiburtina) stanno transitando migliaia di migranti, assistiti con un grande sforzo ed estrema generosità dai volontari del Baobab Experience e da alcune organizzazioni umanitarie, senza alcun sostegno da parte delle istituzioni.

    Le condizioni sono disumane e i migranti sono costretti a dormire sull'asfalto in condizioni igienico-sanitarie critiche.

    Gli attivisti e i volontari del Baobab Experience - che hanno accolto in un anno oltre 35 mila migranti, tra cui aventi diritto all’asilo o di essere riconosciuti rifugiati -hanno chiesto da tempo, prima al Sindaco Marino, poi al Commissario Tronca, senza nessun riscontro concreto, e ora alla nuova sindaca Virginia Raggi, un luogo dove poter accogliere con dignità ed umanità queste persone, costrette ad abbandonare o addirittura a fuggire dai loro paesi di origine e già provate da molteplici sofferenze, e offrire loro informazioni circa i loro diritti e doveri.

    Quello di Via Cupa è solo l'esempio più evidente della difficoltà delle istituzioni di affrontare il problema a livello locale, nazionale ed europeo. Ma se le istituzioni non prendono provvedimenti a favore dei più deboli, il cinema italiano decide di intervenire e denunciare.

    Pertanto invitiamo tutti a sottoscrivere e diffondere l’appello e a venire di persona al Baobab il prossimo
    19 luglio
    dalle ore 18.00
    in via Cupa (Stazione Tiburtina)

    alle h. 19.00 si svolgerà la Conferenza Stampa
    mentre alle h. 21 useremo l'“arma" più forte che abbiamo, il cinema, e proietteremo

    LAMERICA
    alla presenza del regista
    Gianni Amelio

    Il film, realizzato più di 20 anni fa ma ancora drammaticamente attuale, è stato scelto sperando di dare ai migranti e ai volontari un po’ di sollievo e sostegno in questa dura battaglia per i diritti.

    L'obiettivo è informare tutti i cittadini e le cittadine che ignorano questa emergenza e sensibilizzare le istituzioni che hanno adesso il dovere di affrontare questa emergenza.


    Promotori:
    Paolo Petrucci
    Christian Carmosino

    Primi Firmatari (che saranno in gran parte anche presenti personalmente):
    Gianni Amelio
    Bernardo Bertolucci
    Marco Bellocchio
    Gianfranco Rosi
    Agostino Ferrente
    Daniele Vicari
    Andrea Segre
    Valerio Mastandrea
    Alba Rohrwacher
    Valeria Golino
    Luca Zingaretti
    Claudio Santamaria
    Mario Martone
    Francesco Bruni
    Andrea Purgatori
    Gabriele Mainetti
    Enrico Vanzina
    Saverio Costanzo
    Francesca Comencini
    Marco Risi
    Stefano Rulli
    Gloria Malatesta
    Sonia Bergamasco
    Angelo Barbagallo
    Sabina Guzzanti
    Roberto Andò
    Michele Riondino
    Piero Messina
    Sandro Petraglia
    Mimmo Rafele
    Michele Conforti
    Antonio Leotti
    Valerio Mieli
    Laura Ippoliti
    Daniele Cini
    Luca Scivoletto
    Cinzia Th Torrini
    Dino Giarrusso
    Costanza Quatriglio
    Claudio Giovannesi
    Silvia Scola
    Giovanni Piperno
    Cristiano Gerbino
    Gianfranco Giagni
    Gianfranco Pannone
    Edoardo De Angelis
    Mario Balsamo
    Mariangela Barbanente
    Massimo Galimberti
    Francesco Amato
    Paola Sangiovanni
    Giovanni Pompili
    Marco Amenta
    Vinicio Marchioni
    Alessandro Rossetto
    Fabio Segatori
    Paola Columba
    Tiziana Aristarco
    Riccardo Donna
    Niccolò Bruna
    Thimoty Keller
    Marianna Cappi
    Marcello Cicirello
    Edoardo Fracchia
    Eleonora Cimpanelli
    Angela Scarparo
    Rossella Drudi
    Riccardo Biadene
    Claudio Fragasso
    Angela Scarparo
    Giorgio Treves
    Anna Di Francisca
    Gianfranco Albano
    Lodovico Gasparini
    Leonardo De Franceschi
    Giulia Grassilli
    Suranga Deshapriya Katugampala
    Nadia Kibout
    Fr Kuwornu
    Razi Mohebi
    Alfie Nze
    Chiara Zanini
    Reda Zine
    Stefano Chierchié
    Antonella Di Nocera
    Lara Rongoni
    Cleophas Adrien Dioma
    Stefano Consiglio
    Vito Zagarrio
    Thomas Trabacchi
    Milena Mancini
    Stefania Casini
    Simone Catania
    Vittorio Moroni
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