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  • IN RICORDO DI SANTE NOTARNICOLA

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    «Infine vollero sbarrare il cielo, non ci riuscirono del tutto, altissimi guardiamo i gabbiani che volano».

    Sante Notarnicola, 15 dicembre 1938-22 marzo 2021. A un anno dalla sua scomparsa. A due anni dalle rivolte nelle carceri del marzo 2020.

    Visibili al CSOA FORTE PRENESTINO 6 manifesti in ricordo di Sante ribelle, bandito rivoluzionario, poeta comunista.

    «Negli anni ’70 le rivolte nelle carceri si facevano per ottenere i libri, le penne, i giornali, il fornelletto. Insomma, si è lottato per diritti primari. Ogni conquista è costata pestaggi, anni di carcere e morti. In questo Paese per ottenere dei diritti bisogna fare la rivoluzione»

  • INCENDIO DOLOSO ALLA PALESTRA POPOLARE VALERIO VERBANO

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    19 OTTOBRE 2018, ROMA. Ieri notte intorno alle 23:40 circa un incendio è divampato nei locali esterni della Palestra Popolare Valerio Verbano in via delle Isole Cursolane al Tufello.
    L'incendio è stata spento dai Vigili del Fuoco intorno alla mezzanotte; alla fine i danni hanno riguardato esclusivamente la parte esterna e l'area tecnica costituita dal boiler per l'acqua calda e il relativo impianto idraulico.

  • Incontro con il movimento NO TAP

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    Domenica 17 Dicembre 2017

    il CSOA Forte Prenestino è lieto di invitarvi all'
    INCONTRO CON ALCUNI ESPONENTI DEL MOVIMENTO NO TAP che si terrà durante il mercato Terra/Terra

    E' con enorme piacere che vi invitiamo a partecipare all'incontro con alcuni esponenti del movimento NO TAP provenienti direttamente dal presidio contro la Trans Adriatic Pipeline...

  • Indivisibili: manifestazione antirazzista e antifascista!

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    6 APRILE - ORE 15:00 - STAZIONE DI OSTIA LIDO CENTRO - CRONACHE DI OSTIA - Anno Domini 2019
    Ci sentiamo come Collettivo del X Municipio di scrivere questo post per raccontare quello che succede a Ostia nel completo silenzio mediatico e istituzionale, in modo che tutte e tutti possano venire a conoscenza dei fatti e prendere una netta posizione.
    Cosa è successo a Ostia due settimane fa?
    Un ragazzo di 17 anni è stato massacrato. Un gruppo di 12 (dodici, DODICI) valorosi lo ha accerchiato mentre portava a spasso il cane sul lungomare, prima con le macchine (quattro macchine, QUATTRO) lanciandogli addosso gavettoni e gridandogli frasi del tipo "negro di merda" "vai via da Ostia" e altri insulti che ultimamente vanno di moda. Poi sono scesi, i coraggiosi, e lo hanno devastato di botte. A turno, i grandi. Refertato con 20 giorni di prognosi ospedaliera per la frattura del bacino, frattura della mandibola, lussazione della spalla, rottura di un dente, e i soliti danni collaterali che di solito ti becchi quando ti menano in 12 contro 1.
    Il ragazzo era di colore. Il ragazzo è figlio di un'italiana che lavora alla Asl e un cittadino del Niger che fa l'interprete. E’ di Ostia, frequenta un liceo del nostro quartiere, si mangerà la pizza ai Fornaretti, andrà al circoletto la domenica quando c’è sole, suderà sulla Roma Lido quando deve andare a Piramide, farà insomma la vita che tutti e tutte abbiamo fatto e facciamo in questo quartiere bello e difficile, però evidentemente questo non basta: a questa gente non interessa chi è e dove realmente è cresciuto. “Negro di merda vai via da Ostia”.
    Ha avuto solo la sfiga di essere nel posto sbagliato al momento sbagliato, il momento in cui 12 stronzi violenti, ignoranti, codardi e ignobili hanno deciso di dar prova della loro idiozia, e lui c'è finito in mezzo.
    La cosa peggiore?
    Rileggete sopra. Tutto questo è successo PIÙ DI DUE SETTIMANE FA. Chi ne ha parlato? Quale giornale, quale tg? E' uscito un solo ed unico articolo, fine. Non può andare così. Dobbiamo parlarne, incazzarci, diffondere la notizia, fare casino, indignarci tutte e tutti, scendere in piazza, chiedere giustizia, fare in modo che questa merda NON succeda mai. E se succede, deve dare scandalo, deve finire sui canali nazionali, così magari inizieremo a chiederci come Paese dove porta tutto quest'odio che continua a invaderci da ogni luogo, dove portano le politiche fondate su caccia alle streghe che aizzano le masse contro un nemico immaginario, identificabile dal colore della pelle dal paese di provenienza. Dobbiamo capire in che ombre ci stiamo incamminando e iniziare a chiederci se sia giusto continuare a marciare. Perché un ragazzo di 17 anni deve stare 20 giorni in ospedale con le ossa rotte mentre per strada si continua a gridare "negri di merda", o nel migliore dei casi "io non sono razzista, ma..."
    Sabato scendiamo in piazza. Ostia prende posizione, ci sarà un corteo. Ostia è un quartiere di Roma, e Roma è chiamata a prendere posizione altrettanto duramente.
    H 15 a LIDO CENTRO. Ci saremo TUTTI e TUTTE.

  • IV passeggiata di autodifesa: Combatti la paura!


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    VENERDI 19 Giugno 2020
    Passeggiata di autodifesa popolare h 18,30 Piazza delle Gardenie

    In tutti questi mesi gli abitanti del quartiere e le realtà del territorio non sono rimasti fermi a guardare ciò che gli accadeva . . .

  • l' 8 Marzo - NonUnadimeno

    8 marzo 2017

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    l'8 marzo
    una marea di donne in molte parti del mondo incrocerá le sue mille braccia.
    L'8 marzo scenderemo in piazza...

  • L'esercito israeliano spara sui manifestanti: morti e feriti

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    Venerdi 30 Marzo 2018. Pubblichiamo due contributi provenienti dalle nostre sorelle ed i nostri fratelli che si trovano a Gaza.
    il primo ci è giunto ieri sera e parla della giornata di oggi: "Domani in tutta la Palestina è la Giornata della Terra. Il clima qui a Gaza è teso. In moltx andranno sul confine a dimostrare. Israele ha schierato 100 cecchini su tutto il border

  • L’8 MARZO LA MAREA FEMMINISTA TORNA NELLE STRADE: NOI SCIOPERIAMO!

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    Gli appuntamenti della giornata a Roma:

    • PASSEGGIATA FEMMINISTA A LA SAPIENZA - ore 9.30 presso la città universitaria, Piazzale Aldo Moro, 5

  • LA REPRESSIONE NON FERMERA LA LOTTA

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    Mercoledi 24 Gennaio 2018

    il CSOA FORTE PRENESTINO presenta:

    Incontro con gli/le attivisti/e NO TAP e presentazione della cassa di resistenza NON SOLO MARANGE!
    Cena Vegan Benefit in taverna ed a seguire dj set by  Papamaury selecta ITR al pub12DeTutto!

  • La solidarietà è un arma usiamola!

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    NO MORE NAZI IN MY TOWN!

    Esprimiamo tutta la nostra solidarietà 
    a tutt@ coloro fanno dell'antifascismo
    una lotta quotidiana

    Nessuno spazio ai fascisti mai
    Emilio resisti!

     Il 18 Gennaio 2015, al C.s.A. Dordoni di Cremona,
    c'è stata un'aggressione fascista...

  • La storia inizia con una donna...

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    ...fatta a pezzi e messa dentro una valigia. Un uomo usa la sua storia per sparare a caso su degli Innocenti. Di questi Innocenti nessuno parla. I loro nomi rimangono anonimi, le loro storie ignorate. La narrazione dei media è la stessa di sempre, vittimistica, sensazionalistica, giustificazionista.
    Noi però non ci stiamo e vogliamo essere chiari su quello che pensiamo sui fatti di Macerata.
    - Da una parte il ritorno forte e massiccio dell'eroina e dall'altra l'incapacità e l'indifferenza delle istituzioni di far fronte al problema.
    Non ci stancheremo mai di ribadire che le uniche soluzioni veramente efficaci sono L'ANTIPROIBIZIONISMO e la riduzione del danno.
    - Non possiamo permettere che la deriva fascista e razzista generalizzata tra il sentire comune e il sindaco di Macerata che usa la sua città per impedire una manifestazione antirazzista e antifascista, ci possa intimorire.
    - Gli uomini delle istituzioni preoccupati solo dalle prossime elezioni prendono le distanze da chiunque voglia raccontare con forza di un raid FASCISTA, di una cultura FASCISTA e RAZZISTA, che ha permesso questa rappresaglia senza giustificazioni e non considerano L'ANTIFASCISMO come risposta.
    - I partiti, sia di destra che i cosiddetti "democratici", ne approfittano per spostare la questione e rilanciare il tema della sicurezza, intesa come rafforzamento delle forze dell'ordine e dell'illegalità de* migranti.

    Condanniamo e rigettiamo la strumentalizzazione della morte di questa ragazza a Macerata, come degli omicidi di tutte le donne e di tutte le ragazze uccise ogni anno per mano degli uomini. Il 74% di loro sono uccise da italiani, le altre da uomini di altre nazionalità.
    Rifiutiamo con fermezza la narrazione che vuole le donne soggetti passivi e vittime, spostando la questione da quello che è il reale problema, la CULTURA PATRIARCALE.
    La nazionalità degli assassini interessa soltanto a chi vuole soffiare sul fuoco della povertà, del malcontento, dell'assenza di lavoro, della violenza della nostra società.
    Rigettiamo qualunque giustificazione e qualunque comprensione per la vigliacca rappresaglia contro Innocenti compiuta da un fascista dichiarato.
    La nostra solidarietà va soltanto alle vittime di questa barbarie e a tutte le donne vittime di violenza in casa e fuori casa.
    La nostra solidarietà va a tutte e a tutti gl* antifascist* e antirazzist* della città di Macerata, che non vogliono essere lasciat* sol* e che non saranno lasciati sol*.
    Appuntamento domani alle ore..... PERCHÉ NONOSTANTE IL DIVIETO ALLA MANIFESTAZIONE RITENIAMO FONDAMENTALE ESSERE A MACERATA SABATO.
    C.S.O.A. Forte Prenestino

    - VENERDì 9 FEBBRAIO ORE 18:30
    PIAZZA R. MALATESTA - ROMA
    Link all'invito alla mobilitazione sul nostro sito:
    http://www.forteprenestino.net/mobilitazioni/1279-venerdi-9-febbraio-2018-corteo-antifascista-a-torpignattara

    - SABATO 10 FEBBRAIO 2018 - 14:30 - MACERATA
    Invito alla manifestazione dal nostro sito:
    http://www.forteprenestino.net/mobilitazioni/1278-macerata-manifestazione-nazionale-contro-fascismo-e-razzismo

  • LAB! PUZZLE NON SI SGOMBERA

     

    puzzle non si sgombera 2016
    puzzle non si sgombera 2016
    5 anni di mutualismo e welfare dal basso non si cancellano

    Il prossimo 19 febbraio il Lab! Puzzle di via Monte Meta festeggia il suo quinto compleanno. Nato tra l'incontro tra l'Onda studentesca e giovani e precari del III Municipio, in questi anni il Lab! Puzzle è cresciuto e si è trasformato con la crisi, per rispondere ai bisogni del territorio e della cittadinanza. In tempi di tagli lineari e austerity Puzzle ha rappresentato una casa per decine di studenti e studentesse ai tempi della distruzione del welfare giovanile, nella città con gli affitti più alti d'Italia e mentre l'accesso all'università è sempre di più un privilegio. Una scuola d'italiano, un laboratorio di lavoro comune con centinaia di cittadini migranti a partire dalla lingua, un'esperienza che si è arricchita di uno sportello tutela legale. La Scuola Popolare Carla Verbano ha invece rappresentato una risposta ai tagli all'istruzione pubblica, dove i corsi di sostegno scompaiono e le ripetizioni private sono spesso inaccessibili. Puzzle è anche una scuola dedicata al fumetto e alle arti grafiche, un coworking dove freelance e ricercatori si incontrano e una delle sedi delle Camere del Lavoro Autonomo e Precario.

  • LAB! PUZZLE NON SI SGOMBERA

    per puzzle lab

    per puzzle lab
    5 anni di mutualismo e welfare dal basso non si cancellano

    Il prossimo 19 febbraio il Lab! Puzzle di via Monte Meta festeggia il suo quinto compleanno. Nato tra l'incontro tra l'Onda studentesca e giovani e precari del III Municipio, in questi anni il Lab! Puzzle è cresciuto e si è trasformato con la crisi, per rispondere ai bisogni del territorio e della cittadinanza. In tempi di tagli lineari e austerity Puzzle ha rappresentato una casa per decine di studenti e studentesse ai tempi della distruzione del welfare giovanile, nella città con gli affitti più alti d'Italia e mentre l'accesso all'università è sempre di più un privilegio. Una scuola d'italiano, un laboratorio di lavoro comune con centinaia di cittadini migranti a partire dalla lingua, un'esperienza che si è arricchita di uno sportello tutela legale. La Scuola Popolare Carla Verbano ha invece rappresentato una risposta ai tagli all'istruzione pubblica, dove i corsi di sostegno scompaiono e le ripetizioni private sono spesso inaccessibili. Puzzle è anche una scuola dedicata al fumetto e alle arti grafiche, un coworking dove freelance e ricercatori si incontrano e una delle sedi delle Camere del Lavoro Autonomo e Precario.
    Proprio a pochi giorni dal quinto compleanno di questo laboratorio di welfare dal basso unico in città, l'amministrazione comunale ci ha comunicato l'intenzione di rientrare in possesso dell'immobile, quindi lo sgombero. Al pari di altre esperienze a Roma, da Esc a San Lorenzo al Corto Circuito a Cinecittà, da Casale Falchetti a Centocelle a Auro e Marco a Spinaceto, sono le esperienze sociali che sono sotto attacco. Chi in questi anni ha prodotto una ricchezza sociale che ha cambiato il volto della città e dei territori, valorizzando e facendo vivere il patrimonio pubblico abbandonato senza nessun scopo di lucro, viene ora accusato di aver arrecato un danno alla comunità!
    Non ci arrendiamo a vivere in una città dove i danni di cricche e politici li pagano gli ultimi e chi ogni giorno lotta dalla parte degli ultimi! Siamo intenzionati a difendere questo spazio, trasformato da uno dei tanti luoghi abbandonati o pronti ad essere svenduti in un bene comune gestito assieme da studenti, genitori, precari, migranti e non abbiamo nessuna intenzione di andarcene. Siamo disponibili, come sempre comunicato alle amministrazioni che si sono succedete, a discutere con le istituzioni del futuro di questa stabile, ma solo a partire dalla tutela di questa esperienza. Siamo pronti a resistere con intelligenza e con radicalità tutti insieme... perché la tranquillità è importante ma la libertà è tutto!
    Invitiamo i cittadini, gli altri spazi sociali, i comitati e tutta la città solidale a partecipare al nostro quinto compleanno.
    Programma:


    dalle ore 16.30:
    attività dei progetti che animano Puzzle
    SCUOLA DI ITALIANO: stamperà una mappa del III municipio che verrà composta durante un gioco che prevede varie domande a partire dai temi del gioco della cittadinanza (es. dove posso chiedere la tessera sanitaria?) e via via sulla mappa verrano attaccati tutti i servizi stile banca, posta, asl etc.
    SCUOLA POPOLARE: lezione con i ragazzi delle scuole del quartiere
    SCUOLA DI FUMETTO: non saranno presenti a causa dell'orario, ma monteranno una mostra dei loro disegni ad Astra che resterà in esposizione per quei due giorni.
    TUTTI GLI SPORTELLI SARANNO IN FUNZIONE: sportello abitativo, sportello Gap, Sportello Migranti, CLAP

    dalle 18.00
    Assemblea Pubblica: PUZZLE NON SI SGOMBERA (auspico che troveremo un titolo più esplicativo).

    dalle 20.00:
    Cena ad Astra a cura dell'osteria Giap

    alle 21.30:
    Concerto dei Montelupo, altro progetto di alcuni componenti del Muro del Canto, che durerà circa un'ora e mezza.

  • LIBERTA' PER DOMENICO LUCANO, SINDACO DI RIACE

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    domenico lucano riace

    MARTEDI 2 OTTOBRE 2018
    Questa mattina Riace si è svegliata con un’operazione che sa di vendetta, minaccia e intimidazione. Domenico Lucano, il sindaco della cittadina, è stato arrestato e messo agli arresti domiciliari nell’ambito dell’operazione Xenia.

  • LO SPAZIO SOCIALE 100CELLEAPERTE E' SOTTO SGOMBERO?

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    LO SPAZIO SOCIALE 100CELLEAPERTE E' SOTTO SGOMBERO? PARTE SECONDA

    Oggi, lunedì 27.11.2017, un nutrito gruppo di abitanti del territorio si è presentato sotto gli uffici del Municipio V di via Torre Annunziata per chiedere spiegazioni rispetto alla presunta chiusura dello Spazio Sociale 100celleAperte con la motivazione dei lavori di ristrutturazione del nido sopra la struttura.

  • LOA Acrobax - Non si sgombera un'idea

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    Sabato 1 Giugno 2019 - Com'è vivere a Roma Sud tra Ostiense, Marconi, Magliana?

    Senz'altro non è semplice: i servizi pubblici spesso carenti non aiutano le tante vite appese a lavori precari. Il grigiore di un quartiere con poco verde rende difficile trovare la bellezza e il gioco anche per i più piccoli. Ogni spazio e attività sembra mettere al centro il profitto: dallo sport, alla musica, al cibo. Rabbia e frustrazione ci rendono spesso ostili tra stessi vicini di casa.

  • LUCHA Y SIESTA Lucha alla città

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    Mercoledi 6 Febbraio 2019. Pubblichiamo il comunicato "Lucha alla città" di LUCHA Y SIESTA.
    A un anno dall’apertura della querelle sul fallimento di Atac, la Casa è in vendita. Il progetto della Casa delle Donne Lucha y Siesta è in pericolo.
    Per sanare i conti in rosso, frutto di decenni di disastrosa gestione economica della partecipata comunale, l’azienda ricorre alla vendita di appartamenti, depositi e stazioni lasciati per anni in stato di abbandono e non c'è chiarezza sulla loro futura destinazione d'uso. Il Comune e la Giunta non si interessano alle conseguenze delle vendite, che coinvolgono interi quadranti di città, e sottovalutano senza se e senza ma il prezioso sistema di servizi per il contrasto alla violenza di genere che è in atto all'interno dell'immobile già recuperato e messo a valore nella Casa delle Donne Lucha y Siesta.
    L’Atac ha richiesto la liberazione dello stabile di Via Lucio Sestio e, pur riconoscendone il peculiare servizio, di fatto ne richiede la chiusura, sacrificando la lotta alla violenza contro le donne sull’altare del proprio tornaconto. Da tempo chiediamo al Comune cosa pensa di fare per fermare la chiusura di Lucha y Siesta, struttura di accoglienza e polo sociale e culturale contro la violenza di genere.
    Il Campidoglio e i dirigenti dell’azienda, di proprietà dello stesso Comune, tengono poco a mente che si tratta di un bene pubblico e che è loro responsabilità impegnarsi nel metterlo a disposizione per il benessere della comunità. A muoverli, invece, è l’interesse economico basato su speculazioni e clientelismo. Non possiamo permettere che a farne le spese sia la Casa delle Donne Lucha y Siesta, che adesso dovremmo lasciare di nuovo all’abbandono gettando via la ricchezza che rappresenta. Non possiamo più accettare il disinteresse del Comune e delle Giunta verso una situazione che agitiamo da più di un anno.
    Una bellissima palazzina a due piani di inizio ‘900, con un ampio e curato giardino che, alla faccia delle istituzioni con la loro retorica e inconcludente solfa sulle periferie, si trova nel quartiere Tuscolano di Roma. Quando un numeroso gruppo di donne vi entrò nel marzo del 2008 trovò uno stabile fatiscente e in abbandono da più di un decennio. Le donne lo hanno recuperato, ristrutturato a proprie spese restituendolo alla sua legittima funzione sociale, con l’obiettivo di combattere la più infame delle oppressioni patriarcali: la violenza di genere e maschile sulle donne. Ad oggi la Casa delle Donne Lucha y Siesta è un progetto ibrido tra centro antiviolenza, casa rifugio e casa di semi autonomia, ma è anche molto di più. Uno spazio politico femminista e un punto di riferimento e di autorevolezza in cui si alimentano socialità, cultura e immaginazione. Da 11 anni, la casa fornisce accoglienza e sostegno ai percorsi di autonomia e uscita dalla violenza per donne e bambine/i in difficoltà; sono circa 1200 le donne sostenute nei loro percorsi di fuoriuscita dalla violenza in questo decennio; più di 140 donne e 60 minori ci hanno abitato per periodi più o meno lunghi. È un luogo fondamentale perché in tutta Roma il Comune dispone in maniera diretta di soli 20 posti per accogliere donne che escono da situazioni di violenza, quando la Convenzione di Istanbul ne prevede per la città circa 300. Lucha y Siesta ne ha 14, il 60% dei posti di tutto il territorio comunale.
    La città di Roma e il municipio VII possono permettersi una simile perdita? Le istituzioni attribuiscono a tutto ciò il giusto valore? Onestamente ci sembra di no.
    Abbiamo incontrato le amministrazioni comunali di Veltroni, Alemanno, Marino e Raggi: tutte hanno letto i nostri dossier, i risultati raggiunti, il lavoro prezioso a fianco delle donne che svolgiamo quotidianamente con attivismo gratuito, le reti e le relazioni costruite che connettono gli interventi per costruire un sistema articolato e competente, le svariate migliaia di euro risparmiate dall’amministrazione per aver messo a valore il bene in modo autogestito.
    Dal 2009 abbiamo interloquito con tutte le istituzioni interessate e i tanti partiti politici che si sono succeduti, sia al Comune di Roma che alla Regione Lazio; ad oggi però nessuno ha mostrato l’impegno e la volontà necessaria per evitare l’alienazione dell’immobile che crediamo sia una battaglia di giustizia e di civiltà.
    Tutti – ma proprio tutti – ne riconoscono il valore. Nessuno – ma proprio nessuno – ha voluto trovare una soluzione.
    Il pericolo che la Casa chiuda è reale, proprio ora che la lotta alla violenza dovrebbe essere la priorità nell’agenda politica di ogni partito. Nessuno si senta esonerato dalla responsabilità politica di questa situazione né si senta al sicuro nascosto dietro le proprie competenze e prerogative.
    La violenza di genere riguarda tutti e tutte.
    Nel frattempo noi agiamo e convochiamo un’assemblea pubblica per il 20 febbraio presso la Casa delle Donne Lucha y Siesta, affinché si costruisca dal basso un patto di mutua resistenza.
    Dalle nostre Case non ce ne andiamo, semmai ci prendiamo la rincorsa per invadervi le strade.
    Contatti stampa:
    Simona Ammerata 349 231 0920 / Mara Bevilacqua 320 748 6711
    Mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
    Twitter: @luchaysiesta
    Facebook: Lucha y Siesta
  • Macerata - Manifestazione nazionale contro fascismo e razzismo

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    SABATO 10 FEBBRAIO 2018, dalle 14:30.

    Inizia per F ma non è follia

    Trattare quanto successo a Macerata come l’ennesimo caso di cronaca in cui un folle si fa “giustizia” da solo è parte integrante del clima politico, sociale e culturale che stiamo vivendo da anni.

  • Magno, Bevo e Lotto Contro Sto' Treno

    no tav 2020

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    campagna romana benefit a sostegno delle spese legali dei processi no tav
    Dopo più di 20 anni di resistenza popolare,
    la lotta NO TAV è diventata la lotta di tutti e tutte
    coloro che si battono contro la follia devastatrice
    di questo sistema basato sui profitti.

  • MANIFESTAZIONE NAZIONALE CONTRO LA VIOLENZA MASCHILE E DI GENERE

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    SABATO 23 e DOMENICA 24 NOVEMBRE 2019. In occasione della giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne, la marea transfemminista di Non una di meno torna in piazza! Contro la vostra violenza, saremo rivolta!

    ????23 NOVEMBRE - MANIFESTAZIONE NAZIONALE CONTRO LA VIOLENZA MASCHILE E DI GENERE ore 14.00 da Piazza della Repubblica
    ????Come arrivare
    ????Metro A Repubblica

    ????24 NOVEMBRE - ASSEMBLEA NAZIONALE A ROMA ore 10.00 presso Nuovo Cinema Palazzo, Piazza dei Sanniti 9A (San Lorenzo)
    ????Come arrivare
    ????Tram 3 da: fermata metro A San Giovanni o Manzoni.
    ????Tram 3 o 19 da metro B Policlinico o Piramide

    All'indomani della manifestazione che ci vedrà insieme a Roma, è convocata per il 24 novembre l’assemblea nazionale di Non Una Di Meno verso lo sciopero del prossimo 8 marzo 2020.

    ????APPELLO NON UNA DI MENO: CONTRO LA VOSTRA VIOLENZA, LA NOSTRA RIVOLTA!

    Il prossimo 23 novembre la marea femminista e transfemminista tornerà a inondare le strade di Roma contro la violenza che segna le nostre vite e diventa sistema!

    In tutto il mondo le donne sono in rivolta contro la violenza patriarcale, razzista, istituzionale, ambientale ed economica. In Sud America, in Medio Oriente, In Asia, in Africa, in Europa le donne e le persone lgbtqipa+ stanno affermando chiaramente che nessun processo di democratizzazione e liberazione è possibile senza trasformazione radicale dell’esistente. In Cile, in Messico, in Ecuador, in Argentina, in Brasile, le donne lottano contro la violenza patriarcale e economica che attacca i corpi e l’ambiente.

    Le donne curde stanno difendendo e portando avanti un processo rivoluzionario femminista, ecologista e democratico e combattono per la liberazione da ogni fondamentalismo e contro l’autoritarismo turco. Il 23 novembre ci uniremo a queste sollevazioni globali, dalle quali traiamo forza e convinzione!

    Abbiamo disvelato la natura strutturale e politica della violenza maschile, che agisce sulle donne e sulle soggettività lgbtqipa+. A quattro anni dall’esplosione del movimento femminista è il momento di affermare, a partire dalle lotte, dalle pratiche, dalla solidarietà femminista, rivendicazioni chiare e non negoziabili su cui vogliamo risposte.

    Ogni 72 ore in Italia una donna viene uccisa da una persona di sua conoscenza, solitamente il suo partner, e continuano le violenze omolesbotransfobiche. Sono i giornali a valutare quale dei tanti femminicidi debba essere raccontato e come. Quello del “gigante buono” – come nel caso di Elisa Pomarelli – o quello di chi “se l’è cercata”. Quello della vittima dell’invasore nero o del raptus di gelosia, nel caso si tratti di un marito italiano.

    Noi invece sappiamo che la violenza può colpire chiunque di noi e che non ha passaporto, colore né classe sociale, ma spesso ha le chiavi di casa. È la storia di tante donne e di persone non conformi al modello patriarcale che ogni giorno si ribellano a molestie, stalking, violenza domestica, psicologica, sessuale ma trovano ulteriore violenza nei tribunali.

    È tempo di dire basta alla Giustizia Patriarcale: se in Parlamento la Pas (sindrome da alienazione parentale) finisce nel cassetto insieme al Ddl Pillon, nelle cause di divorzio è sempre più frequente il suo utilizzo per giustificare l’allontanamento dei minori dalle madri, diventando così uno strumento punitivo per le donne che si separano e un deterrente alla denuncia per le donne che subiscono violenza domestica. Vogliamo la Pas fuori dai tribunali!

    Il Codice Rosso ha già fallito confermandosi una mera operazione propagandistica: è necessario riconoscere le donne come soggetto attivo e intervenire efficacemente prima e non dopo che la violenza o il femminicidio si compiono.

    Per questo il lavoro dei centri antiviolenza femministi va riconosciuto, garantito e valorizzato perché siamo stanche di finire sul banco degli imputati o ricordate in maniera strumentale in qualche pessimo articolo di giornale. Gli spazi femministi sono invece sotto attacco in tutto il Paese e le risorse per le realtà che sostengono le donne che resistono alla violenza sono sempre più vincolate e carenti. Difendiamo e moltiplichiamo gli spazi femministi e transfemmninisti, come Lucha y Siesta, le case delle donne e tutti gli spazi di autodeterminazione sotto minaccia di sgombero!

    L’indipendenza economica è la condizione fondamentale per affrancarsi dalla violenza, per essere libere di scegliere: le molestie e gli abusi si riproducono in condizioni di minaccia e di ricatto, nella vergogna e nella solitudine, ma ancora permane il limite di un anno di tempo entro cui denunciare. Questo limite è un’arma in mano a molestatori e stupratori.

    Vogliamo essere liber* dalla povertà, dallo sfruttamento, dal rischio di licenziamento o del mancato rinnovo di contratto e dei documenti di soggiorno. In un paese in cui solo una donna su due lavora, la maternità può costarti il posto di lavoro e la disparità salariale è un dato di fatto, non serve la propaganda, ci vogliono atti concreti: vogliamo un salario minimo europeo, un reddito di autodeterminazione svincolato dalla famiglia e dai documenti di soggiorno, congedi di maternità, paternità e parentali di uguale durata e retribuiti per entrambi i genitori.

    Se scegliere di fare un figlio non è semplice, non lo è nemmeno non farlo: obiezione di coscienza dilagante e smantellamento del welfare ostacolano la nostra autodeterminazione psicologica, sessuale e riproduttiva. Riprendiamoci i consultori pubblici e rompiamo il monopolio degli obiettori sulle nostre scelte: vogliamo educazione sessuale per conoscere, educazione al rispetto di generi e orientamenti sessuali, spazi per condividere, contraccezione gratuita per proteggerci, la pillola abortiva senza ricovero e fino a 12 settimane per decidere. Vogliamo servizi socio-sanitari pubblici e laici che garantiscano la salute e la libera scelta di tutte e tuttu.

    L’Italia è il paese in Europa con il più alto numero di uccisioni di persone trans ‒ spesso donne trans, migranti e sex workers. La presa di parola delle persone trans e lgbtqiap+ contro la violenza di genere e dei generi è un fiume che ingrossa e rafforza la marea femminista e transfemminista che si riverserà a Roma il 22 novembre con la Trans Freedom March: l’autodeterminazione non ha confini!

    La guerra contro le persone migranti sta raggiungendo intensità senza precedenti, non soltanto nel Mediterraneo, e colpisce soprattutto le donne facendo dello stupro un’arma di soggezione. Vogliamo fermare la violenza degli accordi che esternalizzano le frontiere, disseminando Europa, Mediterraneo e Nord Africa di lager del XXI secolo. Vogliamo essere liber* di muoverci attraverso i confini e di restare se lo vogliamo. vogliamo l’abrogazione dei decreti sicurezza che criminalizzano la migrazione, la solidarietà e il dissenso, di tutte le leggi che legano il permesso di soggiorno al lavoro o alla famiglia e di quelle che alimentano il razzismo negando la cittadinanza a chi è nat* o cresciut* in Italia. Un permesso di soggiorno europeo senza condizioni, asilo e cittadinanza sono i soli strumenti possibili contro violenza e sfruttamento. Reclamiamo l’accesso al welfare per tutt* contro la distruzione dello Stato sociale che anno dopo anno taglia risorse mentre aumenta la spesa militare.

    La lotta femminista e transfemminista crea resistenza e alternativa nella costruzione di legami e intrecci attraverso la riappropriazione dello sciopero come pratica di conflitto come processo di trasformazione dell’esistente che opponga la cura, l’autodeterminazione e l’equità sociale allo sfruttamento dei corpi e dell’ambiente.

    Scendiamo in piazza il 23 Novembre anche per tutte quelle donne e quelle persone che vedono limitata la propria libertà. Le donne e le persone trans detenute, le persone sottoposte a misure restrittive o confinate all’interno di strutture psichiatriche che le sottopongono a misure di contenimento inappropriate e violente.

    Il 23 Novembre saremo a Roma, saremo insieme, porteremo in piazza i nostri corpi e le nostre relazioni, quelle che costruiscono la discontinuità che nessun governo può garantirci, quelle che uniscono le vite di milioni di donne e soggettività lgbtqiap+ in tutto il mondo. Il 24 novembre ci incontreremo in assemblea nazionale verso lo sciopero femminista e transfemminista dell’8 marzo. Di fronte alla violenza di questa società non facciamo un passo indietro: noi siamo rivolta!

    https://nonunadimeno.wordpress.com/2019/11/12/appello-non-una-di-meno-23-novembre-manifestazione-nazionale-a-roma-contro-la-vostra-violenza-la-nostra-rivolta/

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